Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Giappone. Alcolici: esplode la voglia di limone

Drink a base di questo agrume scalzano la birra, scesa vertiginosamente nel gradimento

In Giappone, soprattutto fra i giovani, è esplosa la voglia di bevande più o meno alcoliche al gusto di limone, che in breve hanno soppiantato il vuoto commerciale lasciato dalla birra, precipitata rovinosamente nel tasso generale di gradimento.

E i produttori si stanno uniformando: secondo quanto scrive in questi giorni il tabloid nipponico The Asahi Shimbun, a correggere la rotta verso la nuova tendenza è stata fra le prime Coca Cola (Japan), che cogliendo con largo anticipo le primissime avvisaglie del fenomeno, addirittura nel 2019 entrò nel mercato giapponese degli alcolici lanciando il lemon sour Lemon-Dou. E seguendo il ricco filone, nel giugno scorso ha immesso sul mercato nipponico l'Hard Lemonade di Nomel, disponibile in tre diversi gusti e gradazioni alcoliche. 

Un ricco filone dicevamo battuto oggi da tante aziende del settore, dal momento che la richiesta dei "pronti da bere" alcolici a base di limone è tale da far schizzare verso l'alto i prezzi. Ne sono un esempio i prodotti lanciati da aziende come Suntory Spirits Ltd (col suo Kodawari Sakaba lemon sour), piuttosto che Kirin Brewery Co, che la scorsa primavera ha lanciato Hakko Lemon Sour. Non ultimo anche lo Chuhai, un distillato (ovvero uno shochu) al limone e misto a soda, acquistabile in lattina e dunque bevibile senza essere preventivamente diluito con acqua gassata o altri liquidi, disponibile anche nei comuni supermercati come accade per le bibite analcoliche. 

I dati della società di ricerca Intage parlano chiaro: rispetto al 2019 le vendite di prodotti pronti da bere nel 2020 sono aumentate del 10%, a 419,1 miliardi di yen (3,82 miliardi di dollari), quelle che utilizzano il limone sono state il 40%, del totale, ed hanno generato 171,2 miliardi di yen. Il tasso di crescita del 35% su base annua per i prodotti alcolici a base di limone è stato superiore a quello dell'intero mercato dei ready-to-drink.

Insomma, i Giapponesi hanno scoperto il limone. Pare che a conquistarli sia il suo aroma rinfrescante che ben si abbina ai vari tipi di cibo locale, e il fatto di avere a disposizione diversi tipi di gradazione alcolica e di sapori soddisfa un'ampia gamma di consumatori. Un boom che secondo gli analisti ha generato un effetto inaspettato: il prezzo dei prodotti convenzionali pronti da bere ha subito un tracollo. Per contro, il consumatore medio è disposto a spendere cifre di molto superiori alla norma per una lattina di Lemon-Dou (che secondo le stime di Coca Cola, nel Paese ha venduto molto bene nonostante il costo), piuttosto che di Hakko Lemon Sour. 

"Per questi prodotti adesso comparabili a quelli di lusso è stato stabilito un nuovo mercato -ha dichiarato un portavoce di Kirin Brewery-. Questo ci dimostra che un prodotto può essere accettato al di là del prezzo, quando offre un valore aggiunto in più, in questo caso il limone". Naturale che la popolarità in ascesa delle bevande alcoliche limonate abbia anche attirato l'attenzione dei produttori di birra, che da 16 anni stanno registrando un calo delle vendite sempre più drammatico. Ed ecco anche qui cominciano a fiorire offerte di birra al limone, segno che anche questa industria si sta convertendo alle nuove esigenze di mercato, che come sempre detta le regole. 


CTim - 21290

EFA News - European Food Agency
Simili