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Il vino (moderato) fa bene

Lo attesta uno studio italiano pubblicato su Nutriens

L'accoppiata vino-salute tiene banco da qualche tempo sui tavoli delle associazioni di settore italiane e non solo. Da quando, almeno, l'Ue ha lanciato la sua campagna proibizionista (integralista, secondo parecchi esperti) arrivata sui banchi della Commissione europea che sta lavorando su alcune importanti iniziative legislative in tema. A schierarsi apertamente a favore del nettare di Bacco è la nutrizionista Elisabetta Bernardi del dipartimento di Bioscienze, biotecnologie e biofarmaceutica dell'università di Bari Aldo Moro. Lei, insieme a un gruppo di ricercatori (Silvana Hrelia, Laura di Rienzo, Luigi Bavaresco, Marco Malaguti, Attilio Giacosa) ha realizzato lo studio intitolato significativamente "Moderate Wine Consumption and Health: A Narrative Review", pubblicato sulla prestigiosa rivista Nutriens.

L'argomento è chiaramente esplicitato nell'incipit dello studio. "Sebbene sia chiaramente stabilito che l'abuso di alcol sia gravemente dannoso per la salute, molte evidenze epidemiologiche e cliniche sembrano sottolineare il ruolo protettivo di quantità moderate di alcol e in particolare di vino sulla salute -riporta lo studio-. Questa revisione narrativa si propone di rivalutare la relazione tra il tipo e la dose di bevande alcoliche e la riduzione o l'aumento del rischio di varie malattie, alla luce delle più attuali evidenze scientifiche". 

"L'analisi indica chiaramente -aggiunge l'abstract dello studio- che il vino si differenzia dalle altre bevande alcoliche e che il suo consumo moderato non solo non aumenta il rischio di malattie cronico-degenerative, ma è anche associato a benefici per la salute, soprattutto se inserito in un modello di dieta mediterranea. Ovviamente, è necessario fare ogni sforzo per promuovere l'educazione comportamentale per prevenire l'abuso, soprattutto tra i giovani".

"Il consumo moderato di vino fa parte della dieta mediterranea, insieme a un modo mediterraneo di bere, cioè un consumo regolare e moderato di vino in età adulta, principalmente con il cibo: fino a due bicchieri al giorno per gli uomini e un bicchiere per le donne -commenta la nutrizionista Bernardi-. Il vino è infatti considerato una bevanda distintiva della dieta mediterranea che contribuisce ai suoi benefici per la salute, con alcune delle vie biologiche suggerite che coincidono con quelle della dieta mediterranea". 

"Il vino -aggiunge l'esperta- è in realtà un'alchimia di proprietà uniche, con una composizione ricca e originale in termini di polifenoli e antiossidanti e un'associazione protettiva tra il consumo di vino da basso a moderato e le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2 e i disturbi neurologici". 

"Esiste quindi -conclude Bernardi- una forte evidenza scientifica, proveniente da Paesi mediterranei e non, che il consumo moderato di vino aumenti la longevità, riduca il rischio di malattie cardiovascolari e non influenzi in modo apprezzabile il rischio complessivo di cancro, anche se va sottolineato che è da preferire non bere alcolici per la prevenzione del cancro". 

fc - 28200

EFA News - European Food Agency
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