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Crisi idrica e agricola, Sicilia pronta a chiedere lo stato d'emergenza

La Regione vuole risorse per gli interventi più urgenti e procedure accelerate per comparto agricolo e zootecnico

Il governo regionale siciliano è pronto a chiedere lo stato di emergenza nazionale per la crisi idrica in Sicilia. Un provvedimento che punta soprattutto a garantire l'approvvigionamento di acqua potabile ai cittadini, di quella per il comparto agricolo e zootecnico, e per consentire alle imprese di continuare a lavorare e di portare avanti i cantieri nell'Isola. È questa la decisione presa ieri nel corso della riunione del tavolo tecnico, convocato a Palazzo d'Orleans dal presidente della Regione Renato Schifani, al quale hanno preso parte, tra gli altri, l'assessore all’Agricoltura, Luca Sammartino, il capo di gabinetto della presidenza, Salvatore Sammartano, il segretario generale dell'Autorità di bacino della Sicilia, Leonardo Santoro

"La situazione è seria -sottolinea Schifani- e il governo regionale sta facendo tutto il possibile per affrontare l'emergenza coinvolgendo tutti i rami dell'amministrazione competenti e chiedendo adesso il supporto dello Stato. In questo modo avremo non solo le risorse economiche necessarie per gli interventi più urgenti, ma anche lo strumento per accelerare le procedure e sostenere il comparto agricolo e zootecnico. Intanto, abbiamo già attivato gli interventi più urgenti nel breve e nel medio periodo. Occorre, allo stesso tempo, sensibilizzare i cittadini a un uso più consapevole e responsabile delle risorse idriche disponibili. Per questo, nei prossimi giorni, avvieremo un'apposita campagna di comunicazione per un uso intelligente dell'acqua". 

La giunta Schifani, lo scorso 13 marzo, aveva approvato lo stato di crisi e di emergenza regionale nel settore idrico-potabile fino al 31 dicembre per le province di Agrigento, Caltanissetta, Enna, Messina, Palermo e Trapani (vedi articolo EFA News). A febbraio, inoltre, aveva proclamato lo stato di calamità naturale da siccità severa per l’intero territorio siciliano e lo stato di crisi idrica sia per il settore irriguo sia per la zootecnia (vedi articolo EFA News). Il 2023, infatti, è stato il quarto anno consecutivo con precipitazioni al di sotto della media storica di lungo periodo e anche i primi mesi di quest'anno, caratterizzati da temperature più alte e scarsità di piogge, hanno confermato questa tendenza.

"Stiamo intervenendo -spiega Sammartino- con un cronoprogramma articolato che prevede, tra l'altro, azioni per la rifunzionalizzazione di alcuni impianti di dissalazione già presenti in Sicilia, come quelli di Gela e Porto Empedocle, ma allo stesso tempo ci stiamo attivando per reperire nuovi moduli di dissalazione che ci aiuteranno a fronteggiare la grave siccità in atto. L'impegno del governo regionale, e del mio assessorato in particolare, è rivolto a sostenere agricoltori e allevatori, che stanno pagando il prezzo più alto di questa crisi".

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EFA News - European Food Agency
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