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Jde produrrà capsule per Illy, ma non in Italia/2

Il gruppo olandese è quello che ha annunciato la chiusura dello stabilimento Hag

E' il business, bellezza. Riassunto della puntata precedente. La società olandese Jde - Jacobs Douwe Egberts, controllata dalla conglomerata - che produce anche preservativi - JAB Holding Company della famiglia tedesca Reimann  e partecipata anche dal colosso americano Mondelez International con una quota del 30%, è balzata agli onori delle cronache delle ultime settimane per la chiusura dello stabilimento Splendid e Hag - marchi di cui è proprietaria - di Andezeno, vicino a Torino, la cui produzione verrà delocalizzata in altre fabbriche europee. 

Puntata odierna. Illy - che non produce capsule - entra nel mercato delle capsule da caffè con un accordo di licensing con uno dei big del settore, appunto la Jacobs Douwe Egberts, che produrrà capsule in alluminio compatibili anche con il sistema Nespresso e le distribuirà in tutto il mondo. Della commercializzazione delle capsule in Italia, ma fabbricate all'estero - evidentemente nello stabilimento Hag di Torino non si poteva -  si occuperà direttamente Illy. 

Proprio dall'Italia si partirà nella prima metà del 2019 e, in parallelo, in alcuni Paesi europei dove Illy è già presente - Francia, Germania e Spagna - per poi proseguire un più ampio sviluppo all'estero. La partnership, presentata oggi a Milano, ha carattere commerciale e non prevede alcuno scambio azionario. "Illy rimane un'azienda al 100% familiare e gestita da manager. Con JAB dimostriamo che è possibile fare accordi con grandi player senza essere comprati", ha sottolineato il Ceo di Illycaffè Massimo Pogliani. "E' da 4-5 anni che lavoro in Jab e non ho mai sentito parlare di acquisizione di quote di minoranza dalla famiglia Illy. I rumors sono totalmente infondati", ha aggiunto il Cfo della società tedesca, Fabien Simon.

Illycaffè, quindi, continuerà a crescere da sola e non pensa neppure alla Borsa, almeno finché non diventerà più grande. "Tutti vorrebbero comprarci", ha ammesso il presidente Andrea Illy a margine della presentazione dell'accordo di licenza con Jab, confermando che le banche d'affari propongono possibili acquirenti al gruppo italiano, "spero che, visto l'accordo con JAB, capiscano che per un paio d'anni abbiamo altro da fare".

"Non intendiamo fare una Ipo perché non ci sono numero soddisfacenti. Non mi interessa una Ipo di piccole dimensioni", ha precisato inoltre il patron: "abbiamo un modello di impresa, in mano alla famiglia da quattro generazioni, che prevede di essere autonomi e i nostri investimenti sono a lungo termine, non hanno una logica di breve termine. Se la nostra libertà fosse compromessa il giocattolo si romperebbe". Escluse anche acquisizioni in vista. "Non intendiamo essere condizionati da questa fase di consolidamento del mercato del caffè. Continueremo a crescere organicamente e autofinanziati", ha chiarito Illy.

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