Dazi, aragoste e astici a tariffa zero
Azzeramento anche per prodotti agricoli come semi, frutta e succhi. Pomodori e arance passano al dazio su peso e volume

Si chiarisce sempre di più lo scenario sui dazi tra Usa e Ue dopo la dichiarazione congiunta di una settimana fa (leggi notizia EFA News) a completamento degli accordi siglati in Scozia il 27 luglio scorso (leggi notizia EFA News). Proprio per dar seguito agli impegni della dichiarazione congiunta, le parti hanno deciso che le tariffe scendono dal 27,5% al 15% sulle auto europee a partire già da inizio agosto.
Auto a parte, risulta parecchio interessante l'evoluzione nel settore agroalimentare, con dazi azzerati per alcune categorie di beni. Due le proposte legislative fatte nello specifico della Commissione che andranno approvate da consiglio e parlamento Ue: un regolamento azzera i dazi per tutti i beni industriali statunitensi ed estende concessioni su prodotti agricoli e ittici non sensibili, con l'apertura di 20 contingenti tariffari. Un secondo testo proroga la sospensione dei dazi su astici e aragoste, includendo anche i prodotti lavorati, e garantisce rimborsi per gli importatori dal primo agosto.
Per quanto riguarda l'Ue, l'azzeramento dei dazi copre l'universo dei beni industriali americani, dalla meccanica alla chimica fino alla plastica e, inoltre, si estende a prodotti agricoli di scarso impatto, come semi, frutta e succhi. Per voci agricole, come pomodori e arance, si elimina la componente del dazio 'ad valorem', quella calcolata sulla base del valore del bene, mantenendo quella specifica legata al peso o al volume.
Per quanto riguarda la proposta di regolamento che considera 20 contingenti tariffari -che consentono importazioni Usa a dazio zero fino a determinate soglie-, vengono considerate quote specifiche in tonnellate per carne suina, bisonte, formaggi, frutta a guscio, olio di soia e altro ancora. Per i crostacei, il regolamento 'lobster' ('aragosta') rinnova la misura già adottata nel 2020 e scaduta il 31 luglio. Estesa ai preparati e retroattiva al 1° agosto, prevede un rimborso sui dazi già riscossi e ha un impatto limitato: 7,5 milioni il gettito doganale perso.
Il costo maggiore riguarda i beni industriali: 4,6 miliardi di euro di entrate doganali mancate nel 2024, con un impatto netto sul bilancio Ue di 3,4 miliardi. Sui beni agricoli i dazi persi valgono 230 milioni, 172,5 milioni al netto della quota spettante agli Stati membri. Per il pesce 63 milioni (47 milioni netti).
Per quanto riguarda le auto europee, come detto le parti hanno deciso che le tariffe scendono dal 27,5% al 15%. "Un sollievo e una spinta per la nostra industria", ha commentato il commissario Ue al Commercio Maros Sefcovic. E un risparmio di mezzo miliardo di euro stimato per l'automotive europeo, solo considerando i maggiori dazi altrimenti versati in un mese.
La svolta arriva grazie alla proposta legislativa formalizzata dalla Commissione europea per azzerare i dazi ai beni industriali Usa: Bruxelles era chiamata a presentare la proposta legislativa, per far scattare negli Stati Uniti le tariffe ridotte su automobili e componenti di automobili, con efficacia retroattiva dal primo agosto. Complessivamente ci saranno 3,6 miliardi di entrate perse per il bilancio Ue.
Le misure potranno essere revocate se gli Usa non rispettano la dichiarazione congiunta, se emergono rischi imminenti di inadempienza, e se le importazioni minacciano di danneggiare l'industria europea o se cambiano le circostanze rispetto al quadro di agosto.
EFA News - European Food Agency