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Studi sulla genetica delle api faranno luce sui rischi per gli alveari

Ricercatori dell'Università di Edimburgo lavorano alla salvaguardia degli sciami autoctoni

Ne informa in questi giorni uno studio pubblicato dall'Università di Edimburgo. Esperti della facoltà hanno anche analizzato il profilo genetico di batteri e altri organismi che vivono all'interno delle api, per gettare nuova luce sulle malattie emergenti che minacciano le colonie di api. Secondo questi ricercatori le loro scoperte potrebbero aiutare a salvaguardare le popolazioni autoctone del Regno Unito dagli effetti delle malattie infettive attraverso il miglioramento del monitoraggio della loro salute

Un aiuto per individuare le criticità delle Api Mellifere native del Regno Unito, ma che potrebbe rivelarsi prezioso per tutti gli apicultori,  potrebbe giungere da ricerche che mappano l'intera composizione genetica delle api.  Questi insetti  svolgono un ruolo fondamentale nell'impollinazione di colture e piante selvatiche, quindi ridurre al minimo i rischi per loro è cruciale anche per l'uomo. Un team guidato dall'Università di Edimburgo ha analizzato l'intera composizione genetica delle colonie di api del  Regno Unito e le ha confrontate con quella di api di importazione recente.

Ceppi nativi: il team di ricercatori del Roslin Institute dell'Università ha scoperto che le api di alcuni alveari in Scozia sono geneticamente molto simili alla Dark Honey Bee  originaria del Regno Unito, anche se questi ceppi provenienti dall'Europa meridionale sono stati importati molti anni fa: una buona notizia poiché dimostra che le api autoctone, considerate una specie  in pericolo, sopravvivono meglio ai climi più freddi rispetto ai loro parenti sud-europei.

"Abbiamo creato una piattaforma che potrebbe rivoluzionare il modo di monitorare le minacce alle api e mantenere la loro salute. Il costo decrescente del sequenziamento del Dna potrebbe potenzialmente consentire che questo tipo di analisi diventi una routine", spiega il ricercatore del Roslin Institute Tim Regan. Il team ha anche analizzato la composizione genetica di batteri e altri organismi che vivono all'interno delle api -il cosiddetto metagenoma-, scoprendo organismi che non si erano mai visti nelle api da miele e che potrebbero esse causa di diverse malattie. Gli alveari infettati da questi organismi possono anche essere più suscettibili ad altri tipi di  infezioni. La ricerca è stata pubblicata su Nature Communications, e vi hanno contribuito anche esperti della Scuola universitaria di Scienze biologiche e della Genomica dell'Università di Edimburgo. L'Istituto Roslin riceve finanziamenti strategici dal Biotechnology and Biological Sciences Research Council.

CTim - 5574

EFA News - European Food Agency
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