Inail, infortuni e malattie: l'agroalimentare paga più di tutti
A novembre infortuni sul lavoro, agricoltura da 90 a 102 casi mortali, malattie professionali +8,7%
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro (al netto degli studenti) presentate all’Inail nei primi 11 mesi del 2025 sono state 385.435, in aumento dello 0,4% rispetto alle 384.027 del pari periodo 2024, in riduzione dell’1,9% rispetto al 2023, del 24,9% sul 2022, del 2,8% sul 2021, del 6,8% sul 2020 e del 9,7% sul 2019, anno che precede la crisi pandemica.
Lo sottolinea la relazione dell'Inail secondo cui "l’incidenza infortunistica passa dalle 1.848 denunce di infortunio in occasione di lavoro ogni 100mila occupati Istat di novembre 2019 alle 1.594 del 2025, con un calo del 13,7%. Rispetto a novembre 2024 la riduzione è dello 0,4% (da 1.600 a 1.594)".
Denunce infortuni sul lavoro
Tra i settori con più infortuni avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per i decrementi il trasporto e magazzinaggio (-1,6%), i servizi di supporto alle imprese (-1,2%) e il comparto manifatturiero (-0,3%): per incrementi di infortuni invece, si evidenziano i settori costruzioni (+3,7%), il commercio (+2,3%), la sanità e assistenza sociale (+1,6%) e le attività dei servizi di alloggio e di ristorazione (+0,5%).
L’analisi territoriale evidenzia un calo delle denunce nel Nord-Ovest (-1,5%) e al Sud (-0,4%) e un aumento al Centro (+3,0%), nelle Isole (+2,2%) e nel Nord-Est (+0,3%). Tra le regioni con i maggiori decrementi percentuali si segnalano la Liguria (-3,7%), la provincia autonoma di Trento (-3,0%), la Toscana (-2,5%) e la Campania (-2,4%), mentre per gli incrementi il Lazio (+12,1%), la provincia autonoma di Bolzano (+6,3%), il Molise (+5,1%), la Sicilia (+4,0%) e la Basilicata (+3,7%).
Denunce di infortunio sul lavoro con esito mortale
Le denunce di infortunio in occasione di lavoro con esito mortale presentate entro il mese di novembre 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 729, sette in più rispetto alle 722 registrate nel 2024, 10 in più sul 2022 e sette in più sul 2019, 12 in meno sul 2023, 153 in meno sul 2021 e 220 in meno rispetto al 2020. Rapportando il numero dei casi mortali in occasione di lavoro agli occupati Istat nei vari periodi (dati provvisori), si nota come l’incidenza passi da 3,12 decessi denunciati ogni 100mila occupati Istat di novembre 2019 a 3,01 del 2025 (-3,5%), nessuna variazione rispetto a novembre 2024 (3,01 in entrambi gli anni).
L’aumento ha riguardato la gestione agricoltura, che passa da 90 a 102 casi mortali denunciati, e il conto Stato, da otto a nove, mentre l’industria e servizi scende da 624 a 618. Tra i settori con più decessi avvenuti in occasione di lavoro si evidenziano per gli incrementi le attività manifatturiere (da 94 a 108 denunce) e il commercio (da 51 a 61), per i decrementi le costruzioni (da 147 a 133), il trasporto e magazzinaggio (da 99 a 98), i servizi di supporto alle imprese (da 37 a 36), le attività di alloggio e ristorazione (da 21 a 18) e la sanità e assistenza sociale (da 17 a 9).
Dall’analisi territoriale emergono aumenti al Sud (da 164 a 170), nel Nord-Est (da 153 a 156) e al Centro (da 134 a 144), e decrementi nel Nord-Ovest (da 190 a 182) e nelle Isole (da 81 a 77). Tra le regioni con i maggiori aumenti si segnalano Veneto (+23), Piemonte e Puglia (+13 entrambe), Marche (+12) e Toscana (+7), mentre per i cali più evidenti Lombardia (-21), Lazio (-10), Emilia Romagna, Sardegna e Friuli Venezia Giulia (-6 ciascuna).
L’aumento rilevato nel confronto dei periodi gennaio-novembre 2024 e 2025 è legato solo alla componente maschile, le cui denunce mortali in occasione di lavoro sono passate da 678 a 693, in calo quella femminile (da 44 a 36). Aumentano le denunce dei lavoratori stranieri (da 164 a 171), stabili quelle degli italiani (558 in entrambi i periodi).
Denunce infortuni in itinere
Gli infortuni in itinere, occorsi cioè nel tragitto di andata e ritorno tra l’abitazione e il posto di lavoro (al netto degli studenti), denunciati all’Inail entro il mese di novembre 2025 sono stati 91.463, in aumento del 3,0% rispetto agli 88.806 del 2024, del 6,8% rispetto al 2023, del 12,8% sul 2022, del 30,7% sul 2021, del 63,2% sul 2020 e dell’1,6% rispetto al 2019.
A novembre di quest’anno il numero delle denunce di infortuni in itinere ha segnato un +2,9% nella gestione industria e servizi (dai 79.533 casi del 2024 agli 81.865 del 2025), un +9,1% in agricoltura (da 1.502 a 1.638) e un +2,4% nel conto Stato (da 7.771 a 7.960).
L’analisi territoriale evidenzia un aumento delle denunce nel Nord-Est (+4,9%), al Sud (+4,8%), nelle Isole (+3,9%), nel Nord-Ovest (+2,1%) e al Centro (+0,9%). Tra le regioni con i maggiori incrementi percentuali si segnalano la provincia autonoma di Bolzano (+17,4%), la Campania (+13,3%), l’Emilia Romagna (+9,1%) e la Sardegna (+8,0%), mentre i decrementi si registrano solo in Umbria (-13,6%), nella provincia autonoma di Trento (-4,1%), in Valle d’Aosta (-0,6%), in Molise e nel Lazio (-0,5% entrambe) e in Liguria (-0,3%).
Denunce infortuni in itinere con esito mortale
Le denunce di infortuni in itinere con esito mortale (al netto degli studenti) presentate nel 2025, pur nella provvisorietà dei numeri, sono state 273, nove in più rispetto al 2024 (264). L’incidenza di tale tipologia di denunce sul complesso degli infortuni mortali (al netto degli studenti) è rimasta stabile al 27,2% nel 2019 e nel 2025 (è stata del 26,8% nel 2024).
L’incremento ha riguardato solo la gestione industria e servizi, che passa da 226 a 252 denunce mortali, mentre l’agricoltura scende da 26 a 20 e il Conto Stato da 12 a una.
Denunce di malattie professionali
Le denunce di malattia professionale protocollate dall’Inail nei primi 11 mesi 2025 sono state 90.288, 8.617 in più rispetto allo stesso periodo del 2024 (+10,6%). L’aumento è del 34,6% sul 2023, del 62,0% sul 2022, del 77,7% sul 2021, del 120,6% sul 2020 e del 59,6% sul 2019.
I dati rilevati a novembre di ciascun anno mostrano incrementi delle patologie denunciate nelle gestioni industria e servizi (+11%, da 67.882 a 75.366 casi) e agricoltura (+8,7%, da 13.098 a 14.232) e un calo nel conto Stato (-0,1%, da 691 a 690). L’aumento interessa il Sud (+21,4%), il Nord-Ovest (+14,2%), il Centro (+7,7%) e il Nord-Est (+6,8%). In calo le Isole (-4,7%).
L’aumento ha interessato sia le denunce dei lavoratori italiani, passate da 74.674 a 82.015 (+9,8%), sia quelle degli stranieri, da 6.997 a 8.273 (+18,2%).
Le patologie del sistema osteo-muscolare e del tessuto connettivo, quelle del sistema nervoso e dell’orecchio continuano a rappresentare, anche nei primi 11 mesi del 2025, le prime tre tipologie di malattie professionali denunciate, seguite dai tumori e dalle patologie del sistema respiratorio.
EFA News - European Food Agency