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Mercosur. Mascarino: "Raddoppierà export nell'area latino-americana"

Presidente Federalimentare sottolinea i vantaggi per l'italia grazie all'accordo con l'UE

Dopo aver espresso in una nota la propria soddisfazione sul via libera del Coreper all'intesa UE-Mercosur (leggi notizia EFA News), Paolo Mascarino è tornato a soffermarsi sui possibili benefici che scaturirebbero dall'accordo.

Secondo il presidente di Federalimentare, per un Paese "export oriented" quale, appunto, è l'Italia, l'intesa comporterebbe una "enorme valenza economica e politica", in modo particolare per settori come l'agroalimentare, "finora limitati da dazi e tariffe doganali a un ruolo marginale su quei mercati".

Intevistato oggi dal Sole 24 Ore, Mascarino stima un "raddoppio dell'attuale fatturato" nell'area latino-americana che, "dagli attuali 400 milioni di euro potrebbe rapidamente arrivare a 800 milioni".

"I recenti sviluppi geopolitici", prosegue il presidente di Federalimentare, "hanno mostrato come i Paesi del Sudamerica siano influenzati da grandi potenze come Cina e Russia. L'Italia e l'Europa non potevano restare spettatrici rinunciando a un mercato da 300 milioni di consumatori. Parliamo di un area destinata a essere protagonista dello sviluppo dei prossimi decenni".

L'accordo UE-Mercosur, sottolinea Mascarino, dovrebbe valorizzare in modo particolare "settori chiave" dell'agroalimentare italiano "dal dolciario al vino, dagli oli e grassi alle conserve vegetali. Senza dimenticare i formaggi e i salumi che attualmente hanno una presenza marginale molto inferiore alle loro potenzialità e che, con l'accordo, potrebbero spiccare il volo".

Parlando dei dazi Usa, il presidente di Federalimentare ricorda che "gli Usa restano dopo la Germania il nostro primo Paese per export", quindi rimane importante mantenervi un canale commerciale preminente, tuttavia "è anche importante diversificare entrando in altri mercati". Oltre all'America Latina, vi sono "altre aree commerciali di interesse strategico", verso le quali andrebbero favoriti "accordi di libero scambio": tra questi "il Giappone e i Paesi del Golfo Arabo".

Ricordando che, sul fronte delle materie prime, "l'Italia è autosufficiente solo per l'ortofrutta, il vino e prodotti a base di carne avicola", per quanto riguarda le importazioni di cacao e caffè, "un mercato libero aperto come quello del Mercosur dovrebbe attenuare i picchi di costo dei nostri approvvigionamenti, riducendo i disagi e rendendo i costi delle materie prime meno proibitivi e più accessibili per l'industria di trasformazione italiana", sostiene Mascarino

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EFA News - European Food Agency
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