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CLARA MOSCHINI

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Nas senza tregua: continuano i controlli iniziati durante le feste

Nell'Agro Pontino sequestrati 800 chili di alimenti. Genova, Treviso, Cuneo, Asti e Aosta fanno il bilancio di un 2025 "pesante"

Non si è ancora conclusa, purtroppo è il caso di dirlo, l'attività (intensa) dei Nas dei Carabinieri iniziata durante le festività natalizie. Nell’ambito dell’operazione nazionale dedicata agli alimenti tipici delle feste, i militari hanno effettuato ispezioni nell'Agro Pontino, fra Terracina, Priverno e Sezze, tutte località in provincia di Latina. Il bilancio è pesante: due attività sono state sospese e sono stati sequestrati oltre 850 chili di alimenti. Inoltre, sono state elevate sanzioni per circa 11 mila euro con una denuncia per frode nell’esercizio del commercio. 

Il caso più grave riguarda una pasticceria del sud pontino, chiusa per gravi carenze igienico-sanitarie e per la vendita di prodotti scaduti o privi di tracciabilità. Nello stesso esercizio sono stati trovati dolci industriali venduti come artigianali, circostanza che ha portato alla denuncia del titolare.

Altri sequestri hanno interessato un laboratorio di pasticceria dove sono state rinvenute materie prime scadute, un ristorante-agriturismo non autorizzato alla produzione di panettoni e pandori e un negozio ortofrutticolo con alimenti privi di tracciabilità ed esposti in modo irregolare.

Genova

Pochi giorni fa a Genova i militari della compagnia Genova Centro, con il supporto di Asl 3 Ats Liguria, hanno ispezionato nel centro storico 5 esercizi commerciali: due gastronomie, un ristorante pizzeria, un bar ristorante e un bar. Sono emerse carenze nelle condizioni di pulizia dei locali e delle attrezzature, nonché gravi irregolarità nella corretta conservazione degli alimenti. Inoltre, sono state accertate violazioni delle procedure Haccp (fondamentali per la prevenzione dei rischi igienico sanitari) e sono stati trovati anche animali infestanti, elemento che ha aggravato la situazione già molto seria.

Durante i sopralluoghi i militari hanno riscontrato anche la scorretta indicazione degli allergeni sul menu e la carenza di formazione del personale: è stata anche riscontrata la presenza di alimenti in cattivo stato di conservazione. Messo tutto insieme, il blitz in alcuni locali della zona della movida genovese ha portato al sequestro di circa 50 chili di cibo potenzialmente pericoloso per la salute pubblica. Nei confronti dei titolari degli esercizi commerciali irregolari sono state elevate sanzioni amministrative per 19.700 euro e, per alcuni esercizi, è scattata la sospensione dell'attività, in alcuni casi totale e in altri parziale.

D'altra parte, è stata molto intensa l'attività dei Nas di Genova nel periodo natalizio: i Carabinieri nel periodo delle feste hanno sequestrato oltre 400 chili di alimenti perché scaduti, nocivi o conservati in scarse condizioni igieniche. D'altronde il Nucleo Antisofisticazioni e Sanità del capoluogo ligure ha chiuso il 2025 elevando sanzioni per oltre mezzo milione di euro con 25 attività sospese o chiuse. I controlli hanno interessato l'intera filiera alimentare e della ristorazione: nel mirino dei carabinieri sono finite soprattutto le gravi carenze igienico sanitarie, la mancata applicazione dei protocolli Haccp e la vendita di prodotti scaduti o potenzialmente nocivi.

Ingente anche il bilancio dei sequestri: complessivamente sono stati ritirati dal mercato 45,6 quintali di alimenti tra cui carne di diversi tipi, prodotti ittici, latticini e prodotti a forno. Non sono mancati nemmeno i risvolti penali: 8 persone, infatti, sono state denunciate all'autorità giudiziaria per reati che vanno dalla frode in commercio alla somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione. Sul fronte delle multe, i militari hanno elevato in totale 518 sanzioni amministrative per un valore complessivo che sfiora 578 mila euro, e segnalato 291 esercenti alle autorità competenti.

Cuneo e Asti

In Basso Piemonte 10 aziende dell'area collinare, tra le province di Cuneo e Asti, sono state oggetto la scorsa settimana di controlli ispettivi portati avanti dall'Ispettorato del lavoro di Cuneo e dai carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro (Nil). Cinque delle imprese sottoposte ad accertamenti presentavano profili di irregolarità. 

I controlli sul settore agricolo, rivolti in particolare al fenomeno del contoterzismo, hanno coinvolto 40 lavoratori: in un caso, sono stati trovati tre lavoratori in nero su quattro presenti. I militari hanno adottato il provvedimento di sospensione dell'attività imprenditoriale, per il superamento della percentuale del 10% di lavoro nero. Nella stessa verifica è finito sotto esame anche il committente, per la mancata verifica dell'idoneità tecnico professionale del contoterzista scelto e per la mancata adozione del Duvri (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenza). Sono state rilevate inoltre plurime violazioni in materia di salute e sicurezza.

Treviso

Particolarmente "ricco" il bilancio dei controlli svolti nel 2025 dai carabinieri del nucleo antisofisticazioni nella Marca trevigiana. È stata la stessa autorità del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità (N.A.S.) dei Carabinieri di Treviso a illustrare i dati delle attività svolte nel settore nel 2025, delineando un quadro di interventi massicci lungo tutta la filiera alimentare e della ristorazione. 

Per 40 attività controllate, sia nel settore del commercio al dettaglio e all'ingrosso che della somministrazione, è stata avanzata proposta di sospensione o di chiusura immediata. Nel 2025 sono stati sequestrati e tolti da frighi e scaffali di supermercati e negozi oltre 148 tonnellate di alimenti: tra questi, prodotti come carni e affini, prodotti ittici, lattiero-caseari e prodotti dolciari o da forno. In genere, i sequestri sono stati giustificati dal fatto che i prodotti non risultavano conformi, perché non conservati in condizioni adeguate, oppure perché venivano giudicati pericolosi per la salute. 

Sotto la lente dei carabinieri del trevigiano sono finite soprattutto le gravi carenze igienico-sanitarie, la mancata applicazione dei protocolli HACCP, l’esposizione di prodotti scaduti, la detenzione di prodotti alimentari privi di tracciabilità, fino alla vendita di prodotti potenzialmente nocivi. Per le situazioni più critiche è stata avanzata proposta di sospensione o di chiusura immediata: provvedimenti scattati dopo che i militari avevano accertato deficit di natura strutturale, igienico-sanitario o comunque difformità talmente gravi rispetto alla legislazione vigente da indurre a sanzionare un totale di 40 attività, sia nel settore del commercio al dettaglio/ingrosso che della somministrazione. 

Non sono mancati i risvolti penali con 15 persone denunciate all’Autorità Giudiziaria per reati che vanno dalla frode in commercio, alla somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione o sicurezza nei luoghi di lavoro. Sono state elevate 689 sanzioni amministrative per un valore di 735 mila euro circa, segnalando 454 operatori del settore alimentare alle rispettive competenti autorità amministrative. 

Aosta

Anche il 2025 dei Nas in Valle d'Aoosta è stato particolarmente pesante. L'anno scorso i militari hanno elevato in tutto 193 sanzioni per un valore complessivo di 295.580 euro e hanno sequestrato 15 quintali di alimenti. I carabinieri hanno anche stabilito 10 proposte di sospensione o chiusura immediata e 32 denunce all’autorità giudiziaria: 137 esercenti sono stati segnalati alle autorità competenti. 

Anche in questo caso, nel mirino dei militari sono cadute soprattutto le gravi carenze igienico-sanitarie, la mancata applicazione dei protocolli HACCP e la vendita di prodotti scaduti, fino alla commercializzazione di alimenti potenzialmente nocivi. Tutte irregolarità che hanno portato a sanzioni amministrative per quasi 300 mila euro. 

Nei diversi interventi effettuati, sono stati sequestrati circa 1.530 chilogrammi di derrate, tra cui carni, prodotti ittici, latticini e prodotti da forno. Sono stati sottratti al consumo poiché privi di tracciabilità, conservati in condizioni inadeguate, o ancora giudicati pericolosi per la salute. 

Le situazioni più critiche hanno visto i carabinieri avanzare la proposta di sospensione, o chiusura immediata, a causa di deficit strutturali e igienici insostenibili. Secondo i dati dei Nas, l’anno scorso ciò è accaduto 10 volte, per altrettante attività dei settori produzione, ristorazione e vendita al dettaglio. 

Anche in Valle d'Aosta non sono mancati i risvolti penali: 32 persone sono state denunciate all’autorità giudiziaria per reati che vanno dalla frode in commercio alla somministrazione di alimenti in cattivo stato di conservazione. 
Fc - 56885

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