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CLARA MOSCHINI

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Beverage: sempre più consumatori "sobri"

Il 33% degli italiani dichiara di aver già rinunciato all’alcol, il 29% è intenzionato a ridurlo

Negli ultimi anni si è assistito in Europa ad un aumento di interesse generalizzato per le bevande zero alcol, sia da parte dei consumatori che delle aziende. La cosiddetta “sober curiousity” ha portato il 37% dei consumatori del vecchio continente a scegliere uno stile di vita alcol-free, mentre un ulteriore 18% si è dichiarato interessato a ridurre il consumo di alcol. Un trend che anche nel nostro Paese coinvolge un numero rilevante di persone: il 33% degli italiani si astiene già dall'alcol, mentre un altro 29% si è detto intenzionato a diminuirne il consumo. Più il consumatore è maturo, più è probabile che conduca infatti tale stile di vita (tra gli over 55 sale al 42% la percentuale dei sobri) ma, allo stesso tempo, quasi un quarto della Generazione Z non beve (23%) e un altro terzo (30%) intende ridurre il consumo di alcol.

Questi dati sono il punto di partenza del nuovo studio “Alcohol Reducer: a new trend” di YouGov, il leader nelle ricerche sul mondo del largo consumo che consente un monitoraggio continuo delle abitudini e dei comportamenti d’acquisto, che ha l’obiettivo di analizzare in profondità questo fenomeno crescente e le sue potenzialità per i players del settore beverage.

Il movimento analcolico riflette un apprezzamento per un consumo consapevole, che privilegia il benessere, la lucidità mentale e il senso di responsabilità. Il desiderio di tutelare la propria salute e la paura di perdere il controllo, amplificate dai social media, sono fattori comportamentali chiave. Intenzioni che emergono con forza nella popolazione italiana e che possono contribuire a spiegare l‘attrattiva di uno stile di vita più sobrio includono la volontà di comportarsi nel modo corretto e agire con integrità e rispetto (88%), il senso di responsabilità e la voglia di mantenersi autentici (87%) oltre che la necessità di proteggersi (84%) e di mantenere il controllo di sé (72%).

La sober curiousity è tra i motivi del successo del cosiddetto “dry january”: nato nel 2013 come iniziativa di salute pubblica che invitava inizialmente poche migliaia di persone a rinunciare all’alcol per tutto il mese di gennaio, oggi coinvolge milioni di individui ed è all’origine del calo sistematico e molto marcato della penetrazione delle bevande alcoliche rispetto a dicembre (in Italia nel 2025 il decremento ha toccato il -11,3%). Il dry january riflette un cambiamento culturale profondo e trasversale in un periodo in cui cresce la domanda per prodotti no/low alcol, i giovani riducono il consumo più velocemente (i responsabili di acquisto under 35 che hanno comprato alcol a gennaio 2025 sono il 24,6% in meno rispetto a dicembre 2024) e i retailer osservano una contrazione strutturale delle vendite che costringe i brand a presidiare nuove occasioni di consumo e aspettative.

L’82% degli italiani si dichiara interessato alla propria salute con una prevalenza minima di coloro che ritengono la propria vita influenzata positivamente (39%) piuttosto che negativamente (34%) dai temi legati a questo ambito. Guardando al futuro prossimo lo scenario testimonia un’attenzione crescente: il 53% degli italiani si aspetta nei prossimi 2-3 anni un’influenza crescente nella propria vita degli aspetti legati alla salute mentre solamente il 5% prevede un impatto minore. 

Le scelte legate a benessere e salute sono quindi destinate a durare, impattando anche i momenti e le occasioni tradizionalmente collegate allo svago e al divertimento. In Italia superano ormai il 50% i maggiorenni che non assumono alcol fuori casa, con picchi registrati durante il mese di gennaio (58,3%).

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EFA News - European Food Agency
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