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CLARA MOSCHINI

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Pac: Corte dei Conti UE mette a nudo i rischi

Più incertezze e ritardi e meno semplificazioni, secondo il parere dell'organo giurisdizionale

E' proprio da Bruxelles che arriva una bocciatura illustre alla Pac. E' quella della Corte dei Conti che, in un parere, mette in evidenza i rischi di una scarsa chiarezza e la necessità di mantenere tracciabili i finanziamenti. Come noto, la riforma della Pac prevede, dal sessennio 2028-2034, un Fondo unico sulla base di piani nazionali e non più i due pilastri del fondo per gli agricoltori e del fondo per lo sviluppo rurale.

Un primo elemento di incertezza, secondo la Corte dei Conti, deriverebbe dalle nuove - e più complesse, modalità di programmazione e approvazione, che renderebbero i finanziamenti meno prevedibili per i beneficiari, ritardando l’erogazione dei fondi. Un risultato opposto, dunque, rispetto a quello della semplificazione, che da anni gli agricoltori europei stanno rivendicando.

Il trasferimento di alcune disposizioni dal Fondo europeo al regolamento sulla Pac - come stabilito dall’accordo interistituzionale tra i presidenti del Parlamento europeo e della Commissione e la presidenza del Consiglio (novembre 2025) - secondo la Corte, potrebbe generare confusione, in quanto l’importo complessivo dei finanziamenti Pac verrebbe determinato solo dopo l’adozione dei piani nazionali nell’ambito del Fondo unico.

Un ulteriore incognita riguarda quali interventi Pac dovrebbero essere basati su le realizzazioni e quali sul raggiungimento di traguardi e obiettivi. A riguardo, la Corte dei Conti richiama che anche in questo ambito la rendicontabilità e la tracciabilità dovrebbero essere garantite.

Infine, la maggiore flessibilità a beneficio dei singoli Paesi, secondo la Corte, non dovrebbe mettere a rischio gli obiettivi comuni della Pac, ovvero un reddito agricolo equo, la tutela dell’ambiente e la sicurezza alimentare: potrebbero derivarne disparità e ripercussioni negative sulla concorrenza e sul mercato. Pertanto, sostiene la Corte dei Conti, la Commissione dovrebbe rafforzare il proprio ruolo direttivo.

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EFA News - European Food Agency
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