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Frumento duro. Assosementi: Tea e ricerca fondamentali per rilancio

Approvazione nuove tecniche "non più rinviabile" secondo gli operatori della filiera

Completare il percorso normativo europeo sulle Tecniche di Evoluzione Assistita (Tea) e rafforzare la sinergia tra ricerca pubblica e settore privato sono oggi condizioni essenziali per sostenere la crescita del frumento duro italiano. È questo il messaggio lanciato da Assosementi in occasione del convegno “La ricerca italiana per la sostenibilità e la qualità della filiera del frumento duro”, che ha riunito mondo scientifico e comparto produttivo attorno ai progetti più innovativi per il rilancio della coltura.

“Il settore sementiero investe da sempre in miglioramento genetico, riconoscendo nella ricerca uno strumento imprescindibile per la competitività delle filiere produttive” ha dichiarato Davide Bacilieri, presidente della Sezione Costitutori di Assosementi. "Si tratta di un impegno strutturale e continuativo che consente agli agricoltori di disporre di varietà sempre più performanti e adatte alle nuove condizioni agronomiche e climatiche. Grazie alle Tea potremo rafforzare ulteriormente il nostro ruolo a supporto dell’intero sistema agroalimentare”.

“L’agricoltura italiana si è dimostrata compatta nel considerare questi strumenti una leva strategica per rispondere alle esigenze di sostenibilità ambientale e qualità delle produzioni”, ha proseguito Bacilieri. "L’accesso alle Tea non è più rinviabile, se non vogliamo che le nostre imprese continuino a operare in condizioni di svantaggio rispetto a operatori extraeuropei che già utilizzano tecnologie avanzate di miglioramento genetico”.

“La valorizzazione del frumento duro italiano non può inoltre prescindere dal sostegno all’impiego del seme certificato. Oggi oltre il 40% delle superfici è ancora coltivato con materiale non certificato: una criticità che rischia di compromettere qualità e piena tracciabilità di una coltura da cui nasce la pasta, fiore all’occhiello del Made in Italy. Queste pratiche sottraggono risorse alla ricerca e penalizzano le imprese che investono in innovazione, con ripercussioni sull’intera filiera”, ha concluso Bacilieri.

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EFA News - European Food Agency
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