Primanteprima /2. Wine Economy. Toscana tra le regioni più "verdi"
Export resiliente negli Usa, boom di spesa tra i giovani adulti (+24%) e leadership nel biologico
In un mercato globale che impone nuove rotte, la Toscana del vino risponde con la forza della sua identità e una chiara visione strategica, capace di guidare le trasformazioni del settore anziché subirle, puntando sulla strada del valore e dell'eccellenza. E' quanto emerge dai dati presentati stamattina a PrimAnteprima , l'appuntamento dedicato alla stampa di settore che apre la Settimana delle Anteprime, sette giorni in cui si presentano al mondo le nuove annate (leggi notizia EFA News).
Se la produzione si attesta sui 2,2 milioni di ettolitri nel 2025 – un dato che riflette una precisa volontà di selezione qualitativa e una gestione oculata delle rese – il settore gode di una salute strutturale straordinaria. Grazie all'utilizzo virtuoso della misura Ocm Ristrutturazione (che ha interessato il 61% delle superfici), il 55% dei vigneti toscani ha meno di 20 anni . Questo significa avere impianti moderni, efficienti e pronti a produrre vini in linea con i nuovi gusti internazionali. Massicci investimenti anche per rinnovare ed innovare le cantine, con circa 10 milioni di euro di aiuti a tutte le imprese che avevano presentato progetti.
In un mercato globale caratterizzato da una complessa congiuntura geopolitica, il vino toscano conferma la sua solidità. Le esportazioni dei rossi Dop (che rappresentano il 96% dell'export regionale) hanno mostrato una buona vitalità nei volumi verso l'Unione Europea (+3,5%). Sebbene il dato del valore complessivo registri una lieve flessione (-8%), questa va letta correttamente come un normale riassestamento dopo i picchi record degli anni precedenti e come una precisa strategia competitiva condivisa da Regione e Consorzi toscani, per alzare il valore rispetto ai volumi, puntando anche a mantenere le quote di mercato in aree chiave come gli Usa (primo mercato mondiale, cresciuto del +2,9% in volume) e il Canada . La Toscana continua a pesare per il 10% del valore totale delle IG italiane, dimostrando che, quando il mondo cerca qualità, guarda verso le colline toscane.
In Italia, le Dop toscane difendono con orgoglio il loro posizionamento nella Grande Distribuzione, rappresentando il 14% del valore totale del comparto. Mentre il consumo di vino generico cala (-5,7%), le Dop toscane contengono la flessione al solo 2,1%, dimostrando una fedeltà del consumatore superiore alla media. Il dato più interessante arriva dai giovani adulti (35-45 anni) . Questa fascia di consumatori, pur acquistando volumi leggermente inferiori, ha incrementato la spesa del 24% . È la prova tangibile di un nuovo paradigma: si beve meno, ma si beve molto meglio, e si sceglie Toscana.
La novità più rilevante degli ultimi anni è il primato della sostenibilità. Con oltre 23.000 ettari a coltivazione biologica (38% del totale regionale) , la Toscana è una delle regioni più "verdi" d'Europa. Contribuisce da sola al 17% dell'intera superficie bio nazionale , posizionandosi in anticipo rispetto agli obiettivi dell'Agenda Onu 2030. Questo impegno non è solo etico, ma commerciale: il vino bio toscano sta diventando il nuovo standard richiesto dai mercati del Nord Europa e del Nord America.
EFA News - European Food Agency