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Bialetti, la moka va di moda?

Brand del lusso come Loro Piana e Zambon sarebbero pronti a entrare in società

Un tempo, fino a pochi mesi fa, era una moka, adesso Bialetti è diventata una moda. Si potrebbe parafrasare così il percorso che sta compiendo la moka più famosa del mondo da quando, a fine luglio 2025 l'opa dei cinesi di Nuo-Octagon Bid ha chiuso i battenti incorporando lo storico marchio di Coccaglio (leggi notizia EFA  News). Da allora, diciamo così, il brand bresciano è diventato un ghiotto boccone per i master della moda tanto che adesso marchi come Hermès e Loro Piana si fanno avanti per entrare nel salotto buono del caffè made in Italy. A finanziare l’acquisizione di Bialetti, lo ricordiamo, sono state la famiglia Pao di Hong Kong, alla guida di uno dei più antichi family office cinesi, e la famiglia Guerrand, composta da alcuni eredi di Émile-Maurice Hermès

Secondo indiscrezioni anticipate dal Corriere della sera, sarebbero pronte a entrare nel club più esclusivo del caffè internazionale sia Laprima, holding dei figli di Sergio Loro Piana che la Gefim, riconducibile alla famiglia Zambon. I due player sarebbero affiancati da Carisma, la holding presieduta da Giovanni Cagnoli, già fondatore di Bain & company Italia. Rilevando le quote degli azionisti della prima ora, attraverso le rispettive leve finanziarie, i tre nuovi soci dovrebbero arrivare a detenere oltre il 10% del capitale di Bialetti.  

Tutto sembra quadrare col disegno del marchio dell'Omino coi baffi avviato da Nuo, la holding di investimento milanese guidata da Tommaso Paoli, che, dopo aver rilevato a luglio 2025 una Bialetti in difficoltà finanziarie (leggi notizia EFA News) e dopo il delisting da Euronext Milan avvenuto ad agosto 2025 (leggi notizia EFA News), adesso punta deciso all'espansione internazionale in Cina e negli Stati Uniti, imbarcando qualche altro brand di tutto rispetto da traghettare al di là dell'Oceano e sulle rive del fiume Giallo. 

Che la rotta sia tracciata e che il timone venga manovrato verso lidi internazionali lo conferma lo stesso Paoli. "Vogliamo portare l’abitudine della moka nel mondo, soprattutto in Cina e negli Stati Uniti  - spiega il manager - E far conoscere meglio anche il caffè prodotto da Bialetti in Italia, per poi esportarlo in mercati selezionati. L’azienda sta andando molto bene, con ricavi e margini in crescita, a conferma che la strategia impostata dal management era corretta. Quello che Nuo aggiunge sono capitali pazienti, indispensabili per investire su progetti di crescita di lungo periodo". Pur di raggiungere l'obiettivo Nuo si dice pronta al raddoppio del capitale con altri 500 milioni di euro da investire nei prossimi tre anni. 

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EFA News - European Food Agency
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