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Il rischio nell'agroalimentare/2. La ricetta di Dss+

L'intervento di Edwin Vercruysse al convegno sulla resilienza agroalimentare

La domanda globale di cibo è destinata a crescere in modo costante nei prossimi decenni. Allo stesso tempo, sta aumentando la complessità delle richieste dei mercati: i consumatori chiedono trasparenza, tracciabilità, sostenibilità e qualità lungo tutto la filiera. In questo scenario, gli operatori del settore alimentare affrontano sfide senza precedenti: la contrazione dei margini economici limita la capacità di investimento e di crescita; e la disponibilità delle materie prime è messa in crisi dai cambiamenti climatici, con conseguente volatilità, incertezza e aumento dei rischi lungo la catena del valore. Il risultato è un sistema sotto pressione, dove la resilienza e la capacità di adattamento diventano vantaggi competitivi decisivi.

Sono queste le premesse alla base dei lavori durate il convegno organizzato a Bologna da dss+ (vedi articolo di EFA News).

Oltre agli interventi dei più importanti operatori italiani, il convegno ha offero a dss+, società internazionale di consulenza che opra in più di 40 paesi in diversi settori complessi, di presentare la propria visione sul tema della resilienza agroalimentare.

"In dss+ - ha spiegato Ewin Vercruysse - conosciamo la complessità del sistema agroalimentare e la necessità di affrontarla con una visione integrata. La produzione si articola in due aree chiave: l'industria di trasformazione e la produzione primaria, che devono essere analizzate e supportate con attenzione, visione e soluzioni specifiche".

"Per l'industria la gestione dei costi è un fattore strategico per mantenere competitività e continuità nei mercati globali. E tra le leve più efficaci per migliorare le performance, l'efficienza produttiva è la centro della value proposition di dss+ che supporta le aziende con un approccio ispirato alla dss+ Bradley Curve. E la chiave del cambiamento è la cultura organizzativa".

Per quanto riguarda invece le materie prime, "queste sono sempre più esposte alla volatilità dei mercati, alla speculazione e agli effetti dei cambiamenti climatici. Per questo è fondamentale adottare strategia di mitigazione del rischio, fondate su sistemi di difesa efficaci, sia operativi che organizzativi, la cui scelta dipende normalmente dal livello di controllo e di ibfluenza che i singoli operatori hanno nei confronti della filiera".

"Mentre nel caso delle commodities la diversificazione degli approvvigionamenti può essere la base per la riduzione del rischio, quando le materie prime sono strategiche è necessario aumentare l'attenzione alle attività operative diffondendo le pratiche, come ad esempio l'agricoltura rigenerativa, utili alla riduzione dei rischi. L'adozione di protocolli di coltivazione sostenibili in sistemi composti da migliaia di piccole e medie imprese non può avvenire con approcci top-down. Serve promuovere partecipazione, consapevolezza e responsabilità condivisa, per costruire filiere più resistenti, sostenibili e competitive nel tempo".

2 - fine

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EFA News - European Food Agency
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