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L’economia del territorio: i numeri di Emilia R e Marche

I dati del Research Department di Intesa Sanpaolo presentati a Bologna

L’economia italiana mostra segnali di resilienza in un contesto internazionale caratterizzato da elevata incertezza geopolitica, ulteriormente accresciuta dall’escalation del conflitto in Iran e dalle sue implicazioni sui mercati energetici e sulla stabilità globale. Nel 2026 la crescita sarà sostenuta dai consumi e potrà contare sul contributo degli investimenti, favoriti da tassi di interesse più contenuti e dall’iperammortamento.

I dati sono stati diffusi in occasione della tappa bolognese di "Imprese vincenti" (vedi articolo di EFA News) dedicata alle pmi dell'Emilia Romagna e delle Marche. Secondo la survey condotta dal Research Department di Intesa Sanpaolo sul personale che intrattiene relazioni con la clientela imprese emerge che la crescita sarà guidata da alcuni comparti in cui Emilia-Romagna e Marche presentano una specializzazione consolidata, come farmaceutica, filiera agro-alimentare, elettrotecnica, cantieristica e turismo.

Focus anche sull'export, che in Emilia-Romagna è rimasto in territorio positivo anche nel 2025 (+0,5% nei primi nove mesi), grazie al contributo di agro-alimentare, elettrotecnica, farmaceutica, articoli sportivi, e alla sostanziale tenuta di meccanica, automotive, prodotti e materiali da costruzione. 

Le imprese della regione hanno compensato gli arretramenti negli Stati Uniti con una crescita delle vendite in Germania (principale mercato di sbocco), Francia, Spagna, Polonia, Giappone e Paesi Bassi, intercettando allo stesso tempo nuove opportunità in mercati ad alto potenziale come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, India, Marocco, Nigeria e Algeria.

Per le Marche, dopo gli arretramenti degli ultimi anni, si aprono spazi di recupero sui mercati internazionali. Sarà fondamentale ridare slancio agli storici settori di specializzazione della regione, come sistema moda ed elettrodomestici, e rafforzare la presenza nei comparti a maggiore potenziale di crescita, come farmaceutica, meccanica, elettrotecnica, elettronica, cantieristica e agro-alimentare, valorizzando la forte vocazione manifatturiera di questo territorio e la consolidata conoscenza dei mercati esteri.
In prospettiva, dovrà rimanere alto l’impegno delle imprese verso i temi della tecnologia, dell’efficientamento e della sostenibilità ambientale.

Sempre la survey condotta sulla rete commerciale evidenzia che nel 2026 si assisterà a un’accelerazione degli investimenti in intelligenza artificiale e in cybersecurity, oltreché alla crescita degli investimenti in impianti di autoproduzione di energia. La gestione dei rischi resta centrale: crisi energetica, cambiamenti dello scenario macroeconomico, dazi e barriere tariffarie sono percepiti come i principali fattori di vulnerabilità. In questo contesto, il passaggio generazionale rappresenta una leva strategica: le imprese con giovani nel board mostrano una maggiore propensione all’innovazione e una crescita del fatturato significativamente superiore rispetto a quelle guidate da over 65. La presenza dei giovani nei processi decisionali si conferma quindi un acceleratore di competitività.

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EFA News - European Food Agency
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