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Aife. Erba medica e agricoltura rigenerativa

Frascarelli (UniPerugia): "Aumento produzione a livello UE risponderebbe al fabbisogno di proteine vegetali"

Per un ruolo da protagonista nella PAC 2028-2034.

Qual è il legame che unisce l’agricoltura rigenerativa alla coltivazione dell’erba medica? E quale sarà il suo ruolo nella Pac 2028-2034? Lo ha spiegato molto bene il professor Angelo Frascarelli, docente di Economia agraria all’Università di Perugia, intervenendo a un recente incontro promosso da Aife/Filiera Italiana Foraggi. 

Nell’occasione, il presidente Gian Luca Bagnara ha illustrato le diverse iniziative internazionali che costelleranno l’attività dell’Associazione nel 2026 all’interno del progetto “EU Dehudrated Fodder from Spain and Italy” e che si dovrebbero concentrare in tre eventi clou: la partecipazione alla rassegna fieristica che dal 20 al 22 maggio prossimi si svolgerà a Ho Chi Minh City, in Vietnam; la successiva partecipazione, dal 25 al 29 maggio, a un seminario e a una serie di visite presso aziende e associazioni del  Giappone e la visita in Italia presso alcune aziende associate,  prevista indicativamente per la fine dell’estate, di due delegazioni di operatori provenienti dal Vietnam e dall’Indonesia. Alla luce degli eventi bellici in atto il condizionale è purtroppo d’obbligo e l’auspicio è ovviamente che la situazione si normalizzi anche per non pregiudicare le numerose attività che Aife/Filiera Italiana Foraggi sta portando avanti per la valorizzazione e la promozione a livello internazionale dell’erba medica disidratata prodotta dalle aziende associate.

Intanto a Bruxelles la discussione sulla nuova Pac è in pieno svolgimento e per l’erba medica, come sottolinea Frascarelli, “si aprono nuove e interessanti prospettive per due motivi: un aumento della produzione a livello europeo risponderebbe al fabbisogno di proteine vegetali di cui il nostro continente è deficitario, costringendo di fatto i Paesi membri a importare in gran parte soia, coltura particolarmente attenzionata. In secondo luogo, l’erba medica è una coltura preziosa per il terreno: fissa l’azoto, cattura il carbonio e richiede meno fertilizzanti e acqua rispetto ad altre colture, contribuendo così a pratiche agricole più sostenibili. Tutti aspetti perfettamente allineati agli obiettivi ambientali della PAC 2028-2034. La Commissione infatti considera le pratiche agricole che includono le leguminose strumenti chiave per la rigenerazione del suolo e la resilienza climatica”.

Quindi parliamo di agricoltura rigenerativa. E a questo proposito come potrebbe evolvere nel quadro della Pac post 2027 l’impiego di colture miglioratrici come l’erba medica?

“L’agricoltura rigenerativa è al centro dell’attenzione della Commissione nella discussione sulla Pac 2028-2034", sottolinea Frascarelli. "Va detto che il concetto di agricoltura rigenerativa non è ancora stato formalizzato perché solo dagli Ottanta si è iniziato a parlare di salute del suolo. Nonostante questo, le pratiche di buona gestione del suolo saranno ulteriormente rifinanziate dalla nuova Pac proprio perché una delle più importanti caratteristiche delle leguminose pluriennali come l’erba medica è appunto quella di evitare il cosiddetto disturbo del suolo”.

“Aife/Filiera Italiana Foraggi è da sempre impegnata a rafforzare il ruolo della filiera nello sviluppo di sistemi agricoli più sostenibili e resilienti", interviene il presidente di Aife Gian Luca Bagnara. "L’erba medica è una coltura strategica non solo per la filiera dei foraggi disidratati. Le sue caratteristiche agronomiche e ambientali racchiudono la fondamentale capacità di migliorare la fertilità del suolo, ridurre l’impiego di fertilizzanti e acqua allineandosi perfettamente con gli obiettivi della nuova Pac in discussione a Bruxelles e con i principi dell’agricoltura rigenerativa. La sostenibilità ambientale è una componente molto importante nell’attività delle aziende associate ad Aife/Filiera Italiana Foraggi.  Un impegno volto a promuovere lo stretto collegamento tra agricoltura e zootecnia per portare sulla tavola del consumatore prodotti salubri e sostenibili. Il progetto di valorizzazione dell’erba medica disidratata che stiamo portando avanti con la Spagna, e che dovrebbe concludersi a fine 2026, ne è una dimostrazione e a conferma degli ottimi riscontri ottenuti, insieme ai colleghi spagnoli stiamo presentando in Commissione la  domanda per estenderlo di altri due anni”.

Nel frattempo, il presidente Bagnara è stato inserito nel Comitato tecnico della DG Ambiente della Commissione europea, costituito all’inizio di quest’anno,  nell’ambito del Progetto di ricerca che oltre al miglioramento genetico in campo, alla certificazione di sostenibilità e alla valorizzazione dell’erba medica disidratata nell’alimentazione zootecnica, intende rilevare le emissioni di carbonio in allevamento attraverso una sperimentazione che si realizzerà nella stalla sperimentale del Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie dell’Università di Bologna.

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EFA News - European Food Agency
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