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CLARA MOSCHINI

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Tuttofood/2. Un manifesto per il futuro del cibo

Superficie espositiva in crescita (+15%) rispetto all’edizione 2025

Il modello industriale Italiano ed Europeo, dove convivono colossi multinazionali con migliaia di fiorenti Pmi e centinaia di prodotti Dop-Igp di grandissimo successo, a Tuttofood 2026 si specchia con i corrispettivi degli altri continenti i quali, pur con traiettorie differenti, stanno convergendo verso una interpretazione etica ancor prima che economica, del Cibo.

“Tuttofood si pone così l’obiettivo strategico di affermarsi come il primo hub fieristico per il sistema agroalimentare globale", ha dichiarato Franco Mosconi, presidente Fiere di Parma, "grazie alla sua capacità di attrarre e connettere le filiere dell’agribusiness italiane ed estere. Una prospettiva che come Fiere di Parma perseguiamo con tutte le nostre forze e di cui siamo molto orgogliosi”.

“Le performance dell’export italiano", ha aggiunto Antonio Cellie, amministratore delegato di Fiere di Parma, "sono un esempio per le filiere di tutto il mondo; mangiare meglio non significa solo alzare la qualità intrinseca del cibo ma rispettare l’ambiente, i territori e se stessi. Il boom delle IG è solo la punta di un iceberg di un movimento fatto di uomini e donne del nostro paese che hanno rigenerato tradizioni nonché filiere e che hanno sempre più seguaci in tutto il mondo. Per questo l’Italia a livello globale è diventata una “destinazione” per i foodies e i professionisti del settore; per lo stesso motivo Tuttofood in sole 2 edizioni ha raddoppiato le sue dimensioni triplicando il numero di espositori esteri. Nel 2026 proseguiamo in questa direzione collaborando con tutte le istituzioni e dialogando con il mondo”.

In questa direzione va il Food Manifesto. Realizzato con il supporto di numerose istituzioni tra cui il Future Food Institute e sostenuto dalle principali organizzazioni internazionali dell’agroalimentare, il progetto ha l’ambizione di coinvolgere tutti gli stakeholder a livello internazionale verso una visione condivisa e sostenibile relativa al Futuro del Cibo. Una piattaforma, anche operativa, sulla quale costruire e aggiornare i rapporti tra gli attori della filiera al fine di soddisfare e tutelare la domanda di Cibo salvaguardando e valorizzando tutti i soggetti coinvolti. Da un consumatore che potrà e dovrà curarsi innanzitutto mangiando, a territori che sapranno uscire da una economia di sussistenza fino a imprese che vorranno capitalizzare gli investimenti Esg. Il settore agroalimentare nel suo complesso, in questo contesto mondiale drammatico della nostra storia recente, è pronto a lanciare in occasione di Tuttofood un messaggio chiaro: il Cibo di domani dipende solo dalle nostre scelte di oggi.

Anticipati oggi al Masaf (leggi notizia EFA News) altri dati che, a 55 giorni dall’inizio della manifestazione, sono ovviamente ancora in progress: 85mila m2 netti di superficie espositiva, +15% rispetto all’edizione 2025, su 160mila m2 totali; 10 padiglioni; 10 aree tematiche; 100mila visitatori previsti da Italia ed Estero; oltre 200 convegni ufficiali, oltre a quello inaugurale; 6 Awards Ceremony.

Significativo anche l’inserimento in programma di convegni ufficiali di organizzazioni come l'Associazione Europea Industrie di Marca (Aim) e l'European Dairy Association (Eda) per la prima volta in Italia durante Tuttofood 2026.

2/Fine

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EFA News - European Food Agency
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