Il parlamento europeo dice si ai dazi Usa ma pone condizioni
Primo via libera all'accordo di Turnberry che rafforza le garanzie per il settore agricolo
I deputati europei dell'Inta, il Commitee on international trade, ossia la Commissione per il commercio internazionale, hanno adottato la propria posizione su due proposte legislative riguardanti l'accordo commerciale siglato a lulgio 2025 a Turnberry tra UE e Stati Uniti. Le due proposte che eliminano la maggior parte delle tariffe sui prodotti industriali e agricoli provenienti dagli Stati Uniti, sono state approvate con 29 voti a favore, 9 contrari e 1 astensione. La Commissione per il commercio internazionale, lo ricordiamo, è responsabile del coordinamento dell'iter legislativo in parlamento e della conduzione dei negoziati con i governi dell'UE sulla forma definitiva dei dazi doganali sulle importazioni di merci dagli Stati Uniti.
Il relatore del Parlamento per il dossier, Bernd Lange, capo della commissione ha dichiarato: “abbiamo raggiunto un'ampia maggioranza a sostegno di un testo solido che mira a fornire una dose di stabilità, equità e fermezza nei nostri rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Il nostro messaggio è chiaro: non prenderemo alcuna decisione definitiva senza chiarezza. Il parlamento intende mantenere il controllo e avere l'ultima parola sull'applicazione dell'accordo. In quest'ottica abbiamo concordato una rete di sicurezza chiara e articolata su più livelli che affronta le principali carenze della proposta della Commissione".
Clausola di sospensione e di entrata in vigore
“Innanzitutto - spiega ancora Lange - abbiamo chiarito che qualsiasi dazio imposto all'UE o a uno dei suoi Stati membri a causa delle loro decisioni di politica estera è inaccettabile. A tal proposito, abbiamo aggiornato e rafforzato la clausola di sospensione. Qualora i dazi dovessero concretizzarsi, sospenderemmo immediatamente l'iter legislativo per l'attuazione delle preferenze tariffarie sui prodotti statunitensi. Le minacce tariffarie contro uno di noi rappresentano una minaccia per tutti noi".
“In secondo luogo - prosegue Lange - abbiamo concordato una clausola di entrata in vigore anticipata, il che significa che, pur potendo adottare la legislazione per attuare l'accordo, le preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi entreranno in vigore solo quando gli impegni concordati a Turnberry saranno effettivamente rispettati dalla parte statunitense”.
Condizioni sui prodotti UE contenenti acciaio
“Un altro criterio che dovrà essere soddisfatto prima che il regolamento entri in vigore - aggiunge Lange - è la riduzione dei dazi sui prodotti UE che contengono meno del 50% di acciaio o alluminio, dal 50% al 15%. Questo nuovo insieme di condizioni integra il testo già negoziato e concordato dai negoziatori del parlamento, che riguarda i cosiddetti cinque punti chiave, denominati come 5 'S': una soluzione specifica per l'acciaio e l'alluminio, una clausola di scadenza, una disposizione di standstill, un meccanismo di salvaguardia e un articolo di sospensione rafforzato".
"È, inoltre, chiaro - prosegue Lange - che, qualora gli Stati Uniti decidessero di aumentare le attuali tariffe previste dalla Sezione 122 dal 10% al 15% su tutta la linea, la maggior parte dei prodotti UE sarebbe soggetta a una tariffa effettiva superiore al limite del 15% a causa dell'aggiunta della clausola della nazione più favorita. Anche questo sarebbe inaccettabile e porterebbe alla sospensione dei nostri lavori sui dossier. Eravamo pronti a votare a gennaio, ma le minacce statunitensi contro la Groenlandia e l'incertezza causata dalla risposta dell'amministrazione statunitense alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ci hanno costretto per ben due volte a rinviare la votazione".
"Spero vivamente - conclude Lange - che con questo voto si inneschi una dinamica positiva di cooperazione commerciale in cui convergono gli interessi reciproci, in cui scompaiono le minacce tariffarie e in cui imprese e consumatori possono pianificare in anticipo per accrescere la nostra prosperità e convenienza condivise".
Prossimi passi
Le due proposte legislative saranno ora votate dall'intero parlamento Ue nella prossima sessione plenaria, il 26 marzo, prima che possano iniziare i negoziati con i governi dell'UE sulla forma definitiva della legislazione.
Il relatore del Parlamento per il dossier, Bernd Lange, capo della commissione ha dichiarato: “abbiamo raggiunto un'ampia maggioranza a sostegno di un testo solido che mira a fornire una dose di stabilità, equità e fermezza nei nostri rapporti commerciali con gli Stati Uniti. Il nostro messaggio è chiaro: non prenderemo alcuna decisione definitiva senza chiarezza. Il parlamento intende mantenere il controllo e avere l'ultima parola sull'applicazione dell'accordo. In quest'ottica abbiamo concordato una rete di sicurezza chiara e articolata su più livelli che affronta le principali carenze della proposta della Commissione".
Clausola di sospensione e di entrata in vigore
“Innanzitutto - spiega ancora Lange - abbiamo chiarito che qualsiasi dazio imposto all'UE o a uno dei suoi Stati membri a causa delle loro decisioni di politica estera è inaccettabile. A tal proposito, abbiamo aggiornato e rafforzato la clausola di sospensione. Qualora i dazi dovessero concretizzarsi, sospenderemmo immediatamente l'iter legislativo per l'attuazione delle preferenze tariffarie sui prodotti statunitensi. Le minacce tariffarie contro uno di noi rappresentano una minaccia per tutti noi".
“In secondo luogo - prosegue Lange - abbiamo concordato una clausola di entrata in vigore anticipata, il che significa che, pur potendo adottare la legislazione per attuare l'accordo, le preferenze tariffarie per i prodotti statunitensi entreranno in vigore solo quando gli impegni concordati a Turnberry saranno effettivamente rispettati dalla parte statunitense”.
Condizioni sui prodotti UE contenenti acciaio
“Un altro criterio che dovrà essere soddisfatto prima che il regolamento entri in vigore - aggiunge Lange - è la riduzione dei dazi sui prodotti UE che contengono meno del 50% di acciaio o alluminio, dal 50% al 15%. Questo nuovo insieme di condizioni integra il testo già negoziato e concordato dai negoziatori del parlamento, che riguarda i cosiddetti cinque punti chiave, denominati come 5 'S': una soluzione specifica per l'acciaio e l'alluminio, una clausola di scadenza, una disposizione di standstill, un meccanismo di salvaguardia e un articolo di sospensione rafforzato".
"È, inoltre, chiaro - prosegue Lange - che, qualora gli Stati Uniti decidessero di aumentare le attuali tariffe previste dalla Sezione 122 dal 10% al 15% su tutta la linea, la maggior parte dei prodotti UE sarebbe soggetta a una tariffa effettiva superiore al limite del 15% a causa dell'aggiunta della clausola della nazione più favorita. Anche questo sarebbe inaccettabile e porterebbe alla sospensione dei nostri lavori sui dossier. Eravamo pronti a votare a gennaio, ma le minacce statunitensi contro la Groenlandia e l'incertezza causata dalla risposta dell'amministrazione statunitense alla sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti ci hanno costretto per ben due volte a rinviare la votazione".
"Spero vivamente - conclude Lange - che con questo voto si inneschi una dinamica positiva di cooperazione commerciale in cui convergono gli interessi reciproci, in cui scompaiono le minacce tariffarie e in cui imprese e consumatori possono pianificare in anticipo per accrescere la nostra prosperità e convenienza condivise".
Prossimi passi
Le due proposte legislative saranno ora votate dall'intero parlamento Ue nella prossima sessione plenaria, il 26 marzo, prima che possano iniziare i negoziati con i governi dell'UE sulla forma definitiva della legislazione.
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EFA News - European Food Agency
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