Federalimentare/2. Agritech: innovazione percorso irreversibile
AI al centro del dibattito alla presentazione del Rapporto 2026
Intelligenza artificiale ma non solo. L'innovazione agroalimentare è un tema a 360 gradi, che coinvolge ogni ambito delle filiere. Se n'è discusso in occasione della presentazione del Rapporto 2026 “La Trasformazione tecnologica dell’agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell’intelligenza artificiale” promosso da Federalimentare e presentato alla Camera dei Deputati, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, sostenuto da Confagricoltura e realizzato dal Centro di Ricerca Luiss-X.Ite, con la collaborazione degli esperti di LinfaAgriFoodTech Fund (leggi notizia EFA News).
Secondo Giorgio Salvitti, consigliere del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida, "Il Masaf punta in maniera decisiva sull’innovazione tecnologica: non è affatto un ossimoro accostarla all’agricoltura, ma piuttosto uno strumento fondamentale per sviluppare un settore determinante non solo sotto il profilo economico, ma anche sociale per il Paese. Si tratta di un comparto che va sostenuto attraverso investimenti, per accompagnare la fase di transizione in atto. L’intelligenza artificiale può sostenere questo processo, in particolare nella capacità di predisporre conoscenze anticipate".
Il presidente della Commissione Agricoltura della Camera Mirco Carloni, ha dichiarato: “Il compito della politica è migliorare il valore economico e la redditività delle imprese agricole, che competono sempre più sui mercati globali. In questo contesto, il trasferimento tecnologico è fondamentale: aziende più efficienti hanno costi più bassi e riescono a generare maggior valore. È una condizione essenziale per la sopravvivenza del sistema agricolo. Serve inoltre favorire il ricambio generazionale, che spesso porta con sé anche innovazione e nuove competenze. In questo senso, le start-up rappresentano un motore centrale dell’accelerazione tecnologica e uno strumento chiave per il trasferimento di conoscenze e tecnologie”.
Secondo Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente nazionale di Confagricoltura: “L’innovazione nell’agroalimentare è ormai imprescindibile, sia in agricoltura che nella trasformazione industriale. In Italia si investe nel settore Agri-food, ma non abbastanza rispetto all’estero. Nel 2025 gli investimenti hanno raggiunto 122 milioni di euro. Per essere davvero competitivi dovremmo almeno raddoppiarli”.
Per Alberto Gusmeroli, presidente della Commissione Attività produttive della Camera, “il Made in Italy rappresenta un punto di forza anche di fronte a sfide come i dazi. Nonostante le difficoltà geopolitiche degli ultimi mesi, le aziende italiane continuano a ottenere risultati positivi sui mercati esteri. Per questo è fondamentale continuare a valorizzare e sostenere il nostro tessuto produttivo”.
"Le attuali sfide globali, ci impongono di saper gestire come risorsa preziosa le nuove tecnologie. Molta della nostra competitività nei mercati esteri passerà proprio dalla capacità che avremo di guidare i cambiamenti in atto e di saperli cogliere, riconoscendo le grandi opportunità di sviluppo della transizione digitale", ha aggiunto da parte sua Francesco Battistoni, segretario di Presidenza della Camera dei Deputati
Secondo Laura Mongiello, presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari (Otan), “in un'epoca di trasformazioni radicali, l’intelligenza artificiale e le nuove frontiere dell’AgriFoodTech non rappresentano più una semplice opzione, ma una necessità operativa che ridefinisce i confini della sicurezza alimentare predittiva e della tracciabilità. Il nostro compito istituzionale non è limitato all'osservazione, ma consiste nel governare l'algoritmo con l'etica della competenza: dobbiamo garantire che l'innovazione serva a formulare alimenti sempre più sicuri, sani e 'clean label', rispondendo alla domanda di trasparenza che arriva dai cittadini. Il rapporto odierno parla chiaro: investire nelle startup innovative non significa solo rincorrere il profitto, ma blindare il valore sociale e l'integrità del nostro Made in Italy. Ogni euro investito in tecnologia è uno scudo contro le contraffazioni e una garanzia per la salute delle future generazioni”.
Per Michele Costabile, direttore del Centro di Ricerca Luiss X.Ite su Tecnologie e Comportamenti di mercato: “Ciò che emerge con chiarezza dal Rapporto 2026 è che la sfida principale non risiede solo nella disponibilità di tecnologie per il settore agroalimentare ma nella capacità di tradurle in applicazioni scalabili e adottate dal mercato. Emerge con forza il potenziale di impatto dell’AgriFoodTech, in grado di influenzare ambiti diversi e rilevantissimi quali clima e risorse ambientali, salute e benessere, energia e nuovi materiali. In questa prospettiva, le politiche di sostegno all’ecosistema delle startup AgriFoodTech assumono un ruolo strategico, agendo come veri e propri moltiplicatori della trasformazione tecnologica di molteplici settori chiave per l’economia del Paese. In continuità con il Rapporto 2025, si conferma il ruolo strategico di iniziative imprenditoriali e istituzionali – quali agri&food technopole, programmi di open innovation e meccanismi di matching pubblico-privato per investimenti e integrazione fra gli attori dell’ecosistema dell’innovazione – insieme alla necessità di attrarre talenti e startup dall’estero, anche attraverso la creazione di una “zona franca” per l’innovazione AgriFoodTech”.
EFA News - European Food Agency