Retail. Confimprese: crescono le aperture
Bene la ristorazione: previsti oltre 1.700 locali in più
La lettura dei dati del Centro studi Confimprese in collaborazione con Global Strategy sull’anno in corso fotografa un mercato in leggero positivo per il retail, nonostante un mese di febbraio al -0,7%. Il rallentamento dei consumi, alimentato dalle tensioni geopolitiche e dall’incertezza legata agli scenari di guerra in Medio Oriente, sta incidendo sulle scelte di spesa delle famiglie italiane. In questo contesto complesso, il retail si trova a operare in un quadro di maggiore prudenza e selettività. Eppure, accanto a questa dinamica, si registra un segnale che merita attenzione: i piani di apertura di nuovi negozi da parte di molte imprese del settore. Un dato che, letto superficialmente, potrebbe apparire in controtendenza, ma che in realtà racconta un’evoluzione più profonda del mercato. Non si tratta infatti di una crescita espansiva indiscriminata, bensì di una ricomposizione strategica delle reti commerciali. I consumi reagiscono nel breve, mentre gli investimenti delle aziende guardano a 3-5 anni.
"Le aziende stanno investendo in modo mirato", chiarisce Mario Resca, presidente Confimprese, "privilegiando location ad alto potenziale, format più efficienti e una maggiore integrazione tra fisico e digitale. In una fase di incertezza, gli investimenti non si fermano, ma diventano più selettivi e orientati al medio-lungo periodo. I consumi, per loro natura, risentono delle dinamiche di breve termine; le strategie delle imprese, invece, guardano a orizzonti più ampi, puntando su innovazione, prossimità e qualità dell’esperienza. Le nuove aperture riflettono quindi un retail che cambia pelle: negozi più vicini ai territori, più connessi ai canali digitali e sempre più centrati sui bisogni di un consumatore in trasformazione. È in questa capacità di adattamento che il settore dimostra la propria resilienza. Pur in un contesto complesso, il retail continua a rappresentare un motore fondamentale per l’economia e l’occupazione, contribuendo alla vitalità dei centri urbani e delle comunità. La sfida, oggi, è coniugare prudenza e visione: gestire l’incertezza del presente senza rinunciare a costruire le basi della crescita futura".
Dall’analisi semestrale sulle stime di aperture di nuovi punti vendita in Italia, condotta sulla base associativa ripartita in modo omogeneo tra ristorazione, abbigliamento-accessori e altro retail (casa-arredo, elettronica, telefonia, palestre e cura della persona), emerge che la quasi totalità delle aziende pari al 97% prevede nuove aperture. Cresce al 60% la percentuale delle aziende che dichiara di subire l’impatto della debolezza dei consumi sui propri piani di sviluppo (il 50% nel 2025). Le dinamiche vedono delle differenze all’interno dei settori: le chiusure sono pianificate dall’80% delle aziende di abbigliamento-accessori contro solo il 25% nella ristorazione. Un segno della debolezza dei consumi che il comparto fashion ha registrato nel corso del 2025.
Il saldo totale tra aperture in franchising e punti vendita diretti ritocca del 5,9% i dati del 2025 con 5.963 nuovi esercizi commerciali (5.580 nel 2025) con una ricaduta occupazionale di oltre 35mila nuove assunzioni a fronte di una carenza strutturale di circa 10mila figure professionali tra addetti alla vendita, commessi, camerieri e personale di sala.
Sullo scacchiere distributivo italiano il settore che ancora una volta mostra i segnali maggiori di debolezza è abbigliamento-accessori che vede la propria rete in aumento con 1353 punti vendita, spinta decisamente minore rispetto allo scorso anno, mentre la ristorazione pianifica 1718 nuove aperture. Nella ristorazione, Burger King apre il maggior numero di punti vendita, 30 con una ricaduta occupazionale di 300 nuovi addetti. Seguono Penta Group (La Yougurteria) con 20 punti vendita e 105 nuovi assunti, BeFed Franchising con 9 locali e 88 assunti, Caffè Botega Cacao con 4 locali e 26 persone.
EFA News - European Food Agency