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CLARA MOSCHINI

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I crostacei soffrono, bollitura vietata in alcuni paesi

Studio dell'università di Goteborg evidenzia le reazioni degli scampi agli stimoli elettrici

Torna alla ribalta la richiesta di stop ai crostacei bolliti vivi dopo che una serie di nuovi studi scientifici confermano la sensibilità dei crostacei stessi i quali provano dolore in quanto sensibili tanto agli stimoli dolorosi quanto, addirittura, ai farmaci antidolorifici. Austria, Svizzera, Norvegia e Nuova Zelanda hanno già introdotto il divieto, la Gran Bretagna dovrebbe introdurre lo stesso divieto entro il 2030.

A fare breccia nella questione sono arrivati i ricercatori dell’Università di Göteborg, in Svezia, che hanno concluso la ricerca dal titolo "Effetti dell'analgesia sulla risposta a uno stimolo nocivo negli scampi (Nephrops norvegicus)", curata da Lynne Sneddon, docente di Zoofisiologia presso il Dipartimento di Biologia e Scienze Ambientali dell'Università di Göteborg. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista del gruppo Nature Scientific Reports e confuta i risultati di una serie di esperimenti in cui i crostacei chiamati Nephrops norvegicus, cioè aragoste norvegesi, più comunemente conosciuti come "scampi", sono stati sottoposti a una stimolazione dolorosa tramite elettricità. 

L'industria della pesca, sottolinea la ricerca, sta valutando la possibilità di utilizzare scosse elettriche per stordire gli animali prima della cottura. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche su come i crostacei reagiscono al dolore al fine di sviluppare il metodo di macellazione più umano. Se questi animali non vengono storditi correttamente, la procedura potrebbe risultare molto dolorosa. 

"Esistono già prove che i crostacei decapodi mostrano segni di disagio e stress quando esposti a lesioni come la rimozione forzata di una chela - afferma Lynne Sneddon, curatirce della ricerca - I nostri ultimi esperimenti dimostrano che gli scampi reagiscono negativamente alle scosse elettriche, che sono dolorose per gli esseri umani". 

Nel nuovo studio i ricercatori hanno osservato che quando gli scampi venivano sottoposti a scosse elettriche in acqua, tentavano di fuggire agitando rapidamente la coda. Tuttavia, se le aragoste norvegesi venivano trattate preventivamente con comuni antidolorifici, il movimento della coda diminuiva o scompariva del tutto quando venivano esposte alle scosse elettriche, potenzialmente dolorose. 

"Il fatto che gli antidolorifici sviluppati per gli esseri umani funzionino anche sulle aragoste norvegesi - prosegue Sneddon - dimostra quanto il nostro funzionamento sia simile. Ecco perché è importante prestare attenzione a come trattiamo e uccidiamo i crostacei, proprio come facciamo con polli e bovini". 

I ricercatori hanno somministrato alle aragoste norvegesi un antidolorifico prima della scossa elettrica utilizzando due diversi antidolorifici, aspirina e lidocaina, che hanno avuto effetti leggermente diversi. L'aspirina è stata iniettata nelle aragoste norvegesi, inducendo gli animali a pulirsi le zampe e le chele, considerato segno di stress: allo stesso tempo, il movimento della coda diminuiva quando ricevevano la scossa elettrica. 

Secondo la ricerca, la lidocaina, disciolta in acqua, presentava relativamente pochi effetti collaterali e agiva anch'essa per prevenire il movimento della coda: pertanto, entrambi i farmaci sembrano avere un effetto analgesico. 

“I nostri risultati - aggiunge Sneddon - sottolineano l'importanza della responsabilità etica per il benessere dei crostacei, non solo nell'industria alimentare. Sono in corso campagne per includere questi crostacei nelle leggi scientifiche che impongono la riduzione del dolore negli animali da laboratorio. Questo studio può contribuire a definire come rendere gli esperimenti meno dolorosi per gli animali, attraverso l'uso di farmaci antidolorifici. Dobbiamo condurre ulteriori esperimenti per scoprire il modo più umano di trattare e uccidere i crostacei, se vogliamo continuare a consumarli in futuro”. 

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EFA News - European Food Agency
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