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CLARA MOSCHINI

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Gen Z e Millennials non vogliono l'amaro in bocca

Nove su dieci amano i gusti zuccherosi. Il 56,8% predilige lo zucchero tradizionale

Il gusto dolce resta un elemento centrale nelle abitudini alimentari degli italiani, ma evolve verso modelli di consumo più articolati e consapevoli: l’88,4% dei connazionali attribuisce molta importanza ad aggiungere dolcezza nella propria vita e il 76,4% dichiara di usare abitualmente zucchero o dolcificanti negli alimenti (con il 52,1% che lo fa con elevata frequenza). Nonostante l’attenzione crescente verso le alternative, oltre la metà dei consumatori (56,8%) preferisce un uso esclusivo dello zucchero tradizionale; il 12,2% ha una preferenza per i dolcificanti e quasi un terzo (31,1%) li alterna senza una preferenza netta.

Per il 73,9% degli italiani, inoltre, lo zucchero continua a rappresentare un elemento di gratificazione. Non a caso mantiene un alto livello di penetrazione (83% secondo i dati Nielsen Homescan 2025) tra le famiglie italiane. Parallelamente, si consolida un approccio “plurale” alla dolcificazione: tra Gen Z e Millennials circa il 40% dichiara di alternare zucchero e dolcificanti, in un’ottica di maggiore equilibrio tra gusto e benessere. A renderlo noto, un’indagine  AstraRicerche.

Il quadro che emerge dalla flash survey è quello di un mercato in transizione, in cui le diverse categorie tendono a sovrapporsi e ad essere sempre più fluide. Secondo le indicazioni degli intervistati, entro il 2030 il consumo sarà sempre più diversificato, con un paniere costruito su più soluzioni in funzione delle occasioni d’uso. Guardando alle preferenze, nella top 3 dei prodotti preferiti per il 2030, spiccano lo zucchero di canna e le sue selezioni (dark, integrale, ecc. scelti dal 53% degli italiani), lo zucchero classico (49,6%) e zucchero fine/finissimo (37,1%). Crescono alternative come il dolcificante di origine naturale stevia (36,3%), lo zucchero con fibre (35,3%), il dolcificante di origine naturale eritritolo (31,9%), lo zucchero bio (31,2%), il dolcificante zero calorie (25,4%), a riprova che il futuro sarà un mix sempre più variegato.

Ad avere maggior bisogno di dolcezza secondo l’indagine sono i Millennials (in particolare le donne, 44%) e generazione X (37%) ma anche le famiglie con minorenni (39%) e del Sud (37%; Nord al 31%). Un’esigenza più spiccata per i tradizionalisti e gli edonisti (64%) e per i “moderni e gli innovativi” (61%) e chiunque abbia un legame con i bambini (63%). La dolcezza si conferma per gli italiani anche un elemento culturale e relazionale. Il principale driver resta il miglioramento del gusto di cibi e bevande (47,9%), seguito dalla ricerca di piacere (29,4%) e dalla funzione di conforto nei momenti di stress (27,7%). Non mancano la dimensione rituale – come nel consumo di caffè o a colazione (23,6%) – e quella sociale, legata alla condivisione (21,2%).  Il momento di consumo principale è la mattina (43,9%), seguito dal dopo cena ma per quasi un italiano su cinque non esiste un momento privilegiato, segno di una fruizione trasversale e sempre più personalizzata.

I momenti di dolcezza rappresentano un elemento fondamentale nella vita quotidiana degli italiani, soprattutto quando condivisi con amici e famiglia: il 41,6% degli intervistati indica infatti il consumo o la preparazione di un dolce in compagnia come occasione irrinunciabile. Seguono la pausa caffè (32,8%) e il momento di conforto dopo una giornata difficile (30,1%), mentre risultano meno centrali le occasioni legate alla celebrazione di un successo (19,2%) e al recupero di energia dopo attività come sport, studio o lavoro (12,5%). La “coccola settimanale” si attesta al 21,5%.Emergono differenze significative a livello socio-demografico: le donne mostrano una maggiore propensione a concedersi un momento dolce dopo una giornata negativa (34% contro il 26% degli uomini) e nella coccola settimanale (24% vs 19%). Gli uomini, invece, privilegiano la pausa caffè (36% vs 30%).

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EFA News - European Food Agency
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