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Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

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Intesa Sanpaolo: agribusiness sempre più strategico

Intervista esclusiva con Massimiliano Cattozzi, responsabile Direzione Agribusiness della Divisione Banca dei Territori

Sostegno alle filiere, finanza straordinaria, supporto al passaggio generazionale, eventi in tutta Italia: l'agribusiness è sempre più strategico per Intesa Sanpaolo che, con la direzione guidata da Massimiliano Cattozzi all'interno della divisione Banca dei Territori, è sempre di più a fianco delle imprese protagoniste di questo settore di eccellenza italiano.

Dott. Cattozzi, Isp ha appena stanziato altri 1,5 mld per il settore vitivinicolo. Come sta reagendo il settore a questa fase complessa?

Il comparto sta dimostrando capacità di tenuta nonostante le incertezze e una domanda globale in assestamento. L'Italia come principale produttore mondiale di vino, può contare su aziende che continuano a investire su qualità e rafforzamento del posizionamento internazionale. A questo è stato destinato prevalentemente il miliardo e mezzo di euro messo a disposizione della filiera vitivinicola per rafforzarne la competitività.

Oltre al finanziamento offrite advisory di finanza straordinaria per le oltre 7000 aziende clienti. In cosa si esplicita questa consulenza?

Sono circa 600 realtà produttive del mondo agroalimentare pronte a compiere un salto dimensionale, includendo anche imprese e fornitori della filiera del vino che riteniamo in grado di intraprendere percorsi di crescita attraverso strumenti innovativi di Corporate Finance, tra cui finanza strutturata, IPO, M&A, transizione generazionale e gestione della governance. Il contesto è maturo affinché le Pmi si aprano a queste operazioni di finanza straordinaria per trasformare le sfide strutturali in opportunità di mercato grazie ad un modello di advisory integrato unico in Italia.  

Voi credete molto nei contratti di filiera. Quanti ne avete sostenuti e con quali erogazioni di credito?

Con il Programma Sviluppo Filiere, abbiamo attivato 172 contratti di filiera nel settore agroalimentare, di cui 36 focalizzati sulla sostenibilità, che spaziano dal vino al lattiero-caseario, dall’olivicoltura alle produzioni di eccellenza come il tartufo. Sono coinvolti oltre 8.500 fornitori per un volume d'affari complessivo che sfiora i 26 miliardi di euro. A supporto di questi progetti e dell'intero comparto, dalla nascita della nostra Direzione abbiamo erogato oltre 9,5 miliardi di euro di finanziamenti a medio-lungo termine.

Perché i contratti di filiera sono così importanti per il comparto?

La filiera consente di valorizzare il legame tra le imprese capofila e l’intero ecosistema dei fornitori, facilitando l'accesso al credito e garantendo stabilità a tutta la catena produttiva. È un modello che favorisce la crescita dimensionale e contribuisce a preservare il valore economico e sociale dei territori.

Quali barriere culturali ha dovuto superare per il loro successo?

Tra le principali, l’individualismo che caratterizza molte micro-imprese agricole.  Grazie alla presenza capillare dei nostri 1.100 specialisti sul territorio, abbiamo lavorato per diffondere una cultura della collaborazione dimostrando che fare filiera non riduce l'autonomia, ma rafforza la capacità competitiva contrattuale. Un esempio concreto è il pegno rotativo sui vini DOC/DOCG/IG, attraverso il quale abbiamo già concesso 25,4 milioni di euro contribuendo a trasformare il valore dell’invecchiamento in liquidità.

Come assistete e facilitate il passaggio generazionale nelle aziende del comparto?

Si tratta di una fase cruciale per garantire continuità alle imprese e ai territori. Come Direzione Agribusiness andiamo oltre il ruolo di finanziatori affiancando le famiglie nella definizione di nuovi assetti proprietari e gestionali, mettendo a disposizione le competenze trasversali del nostro Gruppo e consentendo ai giovani imprenditori di introdurre nuove tecnologie e modelli di business sostenibili, preservando al tempo stesso il patrimonio di valori e competenze.

 Può tracciare un primo bilancio del progetto Agri Talk?

Abbiamo destinato 10 miliardi di euro alle filiere agroalimentari italiane e, in questa logica, gli Agri-Talk hanno favorito il dialogo tra imprenditori, consorzi e istituzioni, a partire dalla tappa dedicata al vitivinicolo a Firenze. Un incontro che ha fatto emergere con chiarezza una richiesta: avere un interlocutore capace di comprendere le specificità del settore e i tempi dell’agricoltura, integrandoli con quelli della finanza. È esattamente il ruolo che vogliamo svolgere.

La risposta ricevuta vi ha soddisfatto?

Nel 2025 abbiamo erogato circa 3 miliardi di euro al comparto e oggi serviamo oltre 80.000 aziende. Questo ci ha permesso di costruire un rapporto di fiducia solido, basato sulla valorizzazione delle produzioni e dei territori. Continuiamo a sostenere investimenti in innovazione, digitalizzazione, gestione dei rischi e soluzioni assicurative, convinti che solo attraverso un’evoluzione strutturale le imprese potranno rafforzare la propria competitività sui mercati internazionali.

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EFA News - European Food Agency
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