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Dazi/2. Il presidente Usa li rialza al 25% per auto e camion

Risponde il commissario Lange: "comportamento inaccettabile"

Il presidente Usa Donald Trump ha annunciato che aumenterà al 25% i dazi sulle automobili e sui camion importati dall’Unione Europea. La notizia è stata data venerdì scorso 1° maggio: mentre tutti festeggiavano la Festa dei lavoratori, Trump ha scelto di dare con un post sul suo social Truth la triste notizia che pesa più di tutti sul lavoro in Europa.

Oggi, lunedì 4 maggio dovrebbe essere la data in cui saranno imposti i dazi che e non si applicheranno alle automobili e ai veicoli prodotti negli Stati Uniti. Secondo il post di Truth, i nuovi dazi vengono imposti perché, secondo Trump, l’UE non sta rispettando "l’accordo commerciale da noi pienamente concordato". Il presidente americano si riferisce all'intesa nota come "Accordo di Turnberry", dal nome del campo da golf di Trump in Scozia in cui venne firmata, a luglio 2025, l'intesa tra lui e la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen i quali avevano concordato un dazio del 15% sulla maggior parte delle merci (leggi notizia EFA News), 

"Molti stabilimenti per la produzione di automobili e camion - ha aggiunto Trump nel post su Truth - sono attualmente in costruzione, con oltre 100 miliardi di dollari investiti, un record nella storia della produzione di auto e camion. Questi stabilimenti, con personale composto da lavoratori americani, apriranno presto. Non c'è mai stato nulla di simile a ciò che sta accadendo oggi in America”, conlude il tycoon nel post su Truth.

Trump non ha specificato in base a quale autorità intende applicare i dazi: dettaglio non da poco visto che a febbraio scorso la Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi precedenti che erano stati imposti dall'amministrazione ai sensi dell'International Emergency Economic Powers Act del 1977 (leggi notizia EFA News). 

Una decisione, quella dei supremi giudici, consixerata "epocale" che ha aperto una voragine per quanto concerne i rimborsi: un vulnus ancora all'inizio per costi che si aggirano su 160 miliardi di dollari, per un flusso che le dogane Usa si preparano a regolare (leggi notizia EFA News). 

In questo momento si attendono le reazioni alla nuova "levata di scudi" di Trump. A livello europeo si registra la reazione di Bernd Lange, presidente della commissione per il commercio internazionale del Parlamento europeo, che in un post sulla sua pagja di X ha scritto senza tanti giri di parole: "il comportamento del presidente Trump è semplicemente inaccettabile". 

"Per esercitare pressione su di noi, tira fuori ancora una volta il 'martello dei dazi' - si legge nel postdi Lange - Le sue affermazioni, inoltre, sono false: noi nell'UE, nel Parlamento europeo, rispettiamo pienamente l'accordo raggiunto in Scozia. Attualmente stiamo lavorando all'attuazione giuridica. Si tratta di normali processi democratici che anche un Donald Trump deve accettare. In Parlamento lavoriamo continuamente alla legislazione; abbiamo avuto due interruzioni: la prima a causa delle minacce di Donald Trump sulla Groenlandia e la seconda quando i presupposti legali illegittimi per i dazi sono stati annullati dalla Corte Suprema". 

"Poche settimane fa - prosegue Lange - abbiamo approvato a grande maggioranza una posizione chiara nel Parlamento europeo. Il fatto che lui torni a minacciare proprio nel bel mezzo di questo processo politico di una comunità di Stati straniera dimostra quanto tenga alla sovranità altrui: ovvero nulla, se questa ostacola la rapida imposizione dei propri interessi". 

"Per quanto possa desiderare il contrario - aggiunge Lange su X - nell'UE le decisioni non vengono prese tramite ordine esecutivo, ma vengono stabilite e legittimate attraverso procedure democratiche.Sono piuttosto gli Stati Uniti ad aver ripetutamente violato il cosiddetto 'accordo di Turnberry', ad esempio con i dazi aggiuntivi su oltre 400 prodotti contenenti acciaio e alluminio, che ora sono soggetti a un'aliquota media di circa il 25%. Era stato concordato il 15%".

"Queste nuove minacce - prosegue Lange - vanno certamente viste anche nel contesto delle invettive di Donald Trump contro l'UE e i singoli Stati membri. Non è ammissibile che, a causa di reazioni emotive personali e spontanee, vengano messe in discussione la stabilità del commercio e la sicurezza degli investimenti, causando problemi economici e mettendo infine a rischio dei posti di lavoro".

"Questo nuovo passo - scrive il commissaio Ue - dimostra non solo quanto la parte statunitense sia inaffidabile, ma anche che la rete di sicurezza richiesta dal Parlamento Europeo è esattamente ciò di cui c'è bisogno. Fidarsi è bene, ma contro l'arbitrarietà servono solo regole chiare". 

"Abbiamo già vissuto questi attacchi arbitrari degli Stati Uniti nel caso della Groenlandia - conclude Lange - Non è così che si trattano i partner stretti. È necessario reagire ora con la massima chiarezza e determinazione, confidando nella propria forza e posizione. Disponiamo ormai di una cassetta degli attrezzi completa di misure di difesa commerciale, che include naturalmente anche lo strumento contro le misure coercitive economiche di paesi terzi".

Fc - 59663

EFA News - European Food Agency
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