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Commodities/2. Frumento tenero: calo produttivo negli Usa

Previsto rallentamento offerta globale dello zucchero, con prezzi energetici supportati da crisi Medio Oriente

Le prime proiezioni del Dipartimento dell'Agricoltura Usa danno un messaggio chiaro rispetto alla campagna di commercializzazione 2026/27 per il frumento tenero: dopo una 2025/26 ancora segnata da scorte abbondanti, soprattutto in Europa, il nuovo raccolto si presenta meno generoso nei principali Paesi esportatori. La produzione mondiale è proiettata in calo del 3%, ma la flessione sale all’8,5% nei primi cinque esportatori, con stock finali dei principali player previsti in contrazione del 16% a fine campagna.

Negli Usa spicca la prima stima sulla produzione 2026/27, inferiore alle attese e potenzialmente la più bassa dal 1972 (-21% rispetto al 2025/26), penalizzata da rese particolarmente deboli soprattutto per l’Hrw, come evidenziano gli analisti di Areté. Le condizioni del frumento invernale restano sui livelli peggiori dal 2023, anno di rese molto contenute, mentre la siccità continua a limitare le possibilità di recupero. In UE, Usda e Commissione convergono su un calo produttivo del 6%, legato soprattutto al rientro delle rese dopo il record del 2025.

Sul fronte prezzi, il mercato europeo è rimasto relativamente appesantito dalle scorte elevate della campagna in chiusura, con Matif su minimi pluriennali fino alla naturale scadenza del contratto di maggio, mentre negli Usa le quotazioni già da qualche settimana di collocano a premio di quasi il 20% rispetto al livello di un anno fa, con le quotazioni dei frumenti invernali (in particolare l'Hrw) che stanno imprimendo una tendenza rialzista anche ai prezzi dei frumenti primaverili. Le scadenze dei contratti futures riferiti al 2026/27 incorporano invece un quadro meno disteso sui nuovi raccolti. A questi elementi si sommano fattori esterni al mercato del tenero, dalla volatilità energetica legata alla crisi iraniana al sostegno indiretto del mais, che si colloca già a premio rispetto al frumento sia su Matif sia sul mercato fisico.

Nel medio termine l’offerta globale di zucchero è prevista rallentare, soprattutto a fronte di una maggior conversione della canna in etanolo, con i prezzi degli energetici (+8% il Wti rispetto a marzo) supportati dalla crisi in Medio Oriente.

In Brasile (primo produttore) per il 2026/27 la prima previsione di Conab (Companhia Nacional de Abastecimento) è di un calo produttivo dello 0,5% (+7% etanolo). Secondo Safras & Mercado la produzione brasiliana calerebbe addirittura del 7,4%. I dati Unica (associazione dei produttori) sul Centro-Sud delle prime due settimane del 2026/27 indicano un calo della produzione di zucchero del 12% a fronte di un aumento della canna processata del 20% e della produzione di etanolo del 33%. La produzione indiana, seppure ancora superiore allo scorso anno (+7%), risulta in una fase di rallentamento (al 15 marzo l’aumento era del 10,4%), con le piogge eccessive che hanno portato a progressive revisioni a ribasso della previsione di output 2025/26 (da 30.9 a 29.3 Mio t secondo Isma, da 35.2 a 30 Mio t secondo il Dipartimento dell’Agricoltura statunitense Usda-Fas). Inoltre, le previsioni di una stagione dei monsoni al di sotto della media storica e prezzi dell’etanolo sostenuti mettono in dubbio le previsioni di Usda-Fas di un ulteriore aumento produttivo nel 2026/27.

A livello UE, L’elevata disponibilità di prodotto sta mantenendo i prezzi Spot Europa e Consegnato Centro-Nord Italia ai minimi dal 2020/21, -20% e -19% rispettivamente rispetto ad aprile 2025. Tuttavia, negli ultimi mesi la prospettiva di una campagna 2026/27 meno approvvigionata sta comportando rialzi; +3,2% lo spot europeo da febbraio. L’ultimo report della Commissione proietta un calo delle superfici del 5% (altri operatori si spingono fino a un -7%); ipotizzando rese medie, Areté proietta un calo produttivo del 14%. A fronte del calo dei prezzi europei, è stata approvata la sospensione del Regime di Perfezionamento Attivo (Ipr) per lo zucchero grezzo, che permette di importare in esenzione da dazio zucchero per essere processato e ri-esportato. La sospensione entrerà in vigore il 27 maggio e durerà un anno, con una revisione degli effetti entro sei mesi, e non vale per le importazioni di zucchero bianco che potranno continuare a beneficiare del regime Ipr. In media, nelle ultime 3 campagne sono state importate 491k t di zucchero grezzo sotto l’Ipr, che potranno essere compensate solo parzialmente dalle 190k t a dazio zero dal Mercosur, per cui l’Interim Agreement è entrato in vigore dal 1° maggio.

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EFA News - European Food Agency
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