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CLARA MOSCHINI

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Prandini guida Aia: dati, innovazione e filiere più forti

Valorizzazione della biodiversità e sostegno ai giovani imprenditori tra le priorità

Ettore Prandini è stato eletto alla guida dell'Associazione Italiana Allevatori (Aia). Al momento della nomina, Prandini ha indicato il rafforzamento del reddito delle imprese, il sostegno all’innovazione, la promozione del benessere animale e della biosicurezza tra le priorità del suo mandato.

Per Prandini, il nuovo corso di Aia dovrà rafforzare la capacità dell’Associazione di essere infrastruttura tecnica nazionale della zootecnia: “L’Associazione Italiana Allevatori deve essere sempre di più la casa dei dati, della selezione, dei controlli funzionali, dei laboratori, della consulenza tecnica e della rappresentanza di una zootecnia moderna e competitiva. Il dato non è un adempimento: è uno strumento di reddito, programmazione, tracciabilità, miglioramento genetico e tutela del lavoro degli Allevatori”, ha detto Prandini, tuttora presidente di Coldiretti.

Nel suo mandato, il neopresidente Prandini intende promuovere alcuni impegni immediati e verificabili:

- avviare un Piano nazionale Aia per i dati zootecnici, con indicatori comuni su produzione, sanità, benessere animale, ambiente, qualità e redditività, adattati alle diverse specie e filiere;

- sostenere un programma di investimenti per innovazione e interoperabilità, con priorità a infrastrutture digitali, innovazione nei laboratori e strumenti di supporto alle decisioni aziendali;

- promuovere un pacchetto giovani allevatori che integri formazione, consulenza, accesso al credito, innovazione e successione aziendale;

- valorizzare biodiversità, razze autoctone e produzioni territoriali, riconoscendo il ruolo economico e culturale di tutte le filiere zootecniche italiane;

- pubblicare con cadenza regolare report di filiera più leggibili e confrontabili, per dare agli allevatori strumenti reali di negoziazione, programmazione e dialogo con istituzioni e mercato;

- rafforzare la rete dei laboratori Aia/Ara come infrastruttura nazionale per qualità del dato, tracciabilità, genetica, genomica, sicurezza e innovazione dei servizi.

“L’Aia vuole essere un punto di convergenza aperto e concreto tra Allevatori, filiere, istituzioni, ricerca, Medici Veterinari, industria agroalimentare e distribuzione. Solo con un lavoro comune potremo difendere il patrimonio zootecnico italiano, aumentare il valore riconosciuto agli Allevatori e garantire un futuro competitivo e sostenibile a tutte le nostre filiere”, conclude Prandini.

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EFA News - European Food Agency
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