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Parlamento europeo sulla prevenzione cardiovascolare

Affidarsi all’evidenza scientifica e promuovere stili di vita bilanciati

Si è svolto ieri, 20 maggio, al Parlamento europeo di Strasburgo, un evento dedicato alle politiche per una migliore prevenzione delle malattie cardiovascolari, organizzato da Competere con il supporto dell’eurodeputato Michele Picaro e del gruppo ECR. 

In vista del voto sulla relazione d’iniziativa del Parlamento europeo sulla salute cardiovascolare e mentre proseguono le discussioni sulla revisione del Piano europeo di lotta contro il cancro, l’evento ha fornito ai decisori europei indicazioni basate sull’evidenza scientifica per orientare le politiche di prevenzione delle malattie cardiovascolari in modo più efficace.

Le malattie cardiovascolari rappresentano una delle principali sfide sanitarie, sociali ed economiche per l’Europa, nonché una delle priorità per Olivér Várhelyi, Commissario europeo alla Salute. Troppo spesso i governi si concentrano su politiche volte a ridurre o eliminare determinati comportamenti o consumi, quando sarebbe più efficace promuovere in modo positivo gli elementi di uno stile di vita sano oggi carenti, tenendo conto anche dei fattori contestuali che influenzano le scelte individuali. 

I relatori hanno concordato sul fatto che obesità, malattie cardiovascolari e altre malattie non trasmissibili siano determinate da una molteplicità di fattori interconnessi, tra cui stile di vita, sedentarietà, età, condizioni socioeconomiche, ambiente, genetica e comportamenti individuali. Inoltre, hanno sottolineato che la prevenzione delle malattie cardiovascolari non può essere raggiunta concentrandosi esclusivamente su nutrizione, singoli ingredienti o specifiche categorie di prodotti.

Pietro Paganini, Presidente di Competere e moderatore dell’evento al Parlamento europeo, ha dichiarato che: “La questione non è se l’Europa debba fare meno prevenzione, ma se possa farla meglio. L’Europa deve superare gli approcci imposti dall’alto che mirano a correggere i comportamenti dei cittadini e investire invece su educazione, innovazione e responsabilità individuale. Il cibo industriale non va demonizzato: va compreso, migliorato e inserito in diete e stili di vita equilibrati”.

L’evento ha riunito eurodeputati, accademici della nutrizione, associazioni dell’industria alimentare e delle bevande e cooperative agricole, per discutere le politiche di salute pubblica adottate in diversi Paesi europei, finalizzate alla prevenzione delle malattie cardiovascolari. 

Il Professore Sumantra Ray, Executive Director, NNEdPro Global Institute for Food, Nutrition and Health, ha affermato: “Una prevenzione efficace inizia dall’alfabetizzazione. Non possiamo dare per scontato che cittadini, pazienti o persino professionisti della salute dispongano automaticamente delle competenze necessarie per orientarsi nell’attuale ambiente informativo. Le persone hanno bisogno di strumenti pratici per comprendere i modelli alimentari, non solo nutrienti o categorie di alimenti isolate, e per distinguere l’evidenza scientifica dalla disinformazione. Per questo l’Europa dovrebbe investire molto di più nel rafforzamento delle competenze nutrizionali, in particolare all’interno dei sistemi sanitari”. 

Bo Dohmen, Senior Manager Public Affairs di FoodDrinkEurope, ha dichiarato: “L’Europa ha bisogno di politiche di prevenzione olistiche e basate sulla scienza, che riflettano la complessità delle diete, degli stili di vita e delle malattie non trasmissibili. L’uso del controverso concetto di ‘alimenti ultra-processati’ come base regolatoria è motivo di preoccupazione, perché rischia di raggruppare prodotti con profili nutrizionali e funzioni molto diversi tra loro. La trasformazione alimentare, di per sé, non contiene alcun elemento di dannosità: al contrario, svolge un ruolo essenziale in termini di sicurezza, conservazione, accessibilità economica e sostenibilità. Le politiche dovrebbero concentrarsi sulla composizione nutrizionale, sui modelli alimentari, sui fattori legati allo stile di vita, sull’innovazione e sulla riformulazione responsabile, non su classificazioni semplificate o misure eccessivamente prescrittive”.

Infine, Annette Toft, Presidente del Working Party on Foodstuff di COPA-COGECA, ha ribadito come “le politiche sanitarie debbano essere basate sulla scienza, proporzionate ed equilibrate. Le etichette nutrizionali semplificate sul fronte delle confezioni rischiano di fuorviare i consumatori quando mettono a confronto alimenti molto diversi attraverso parametri standardizzati, senza riconoscere valore nutrizionale, tradizione e contesto culturale. Lo stesso vale per il dibattito su carne, alcol e alimenti ultra-processati: le politiche devono distinguere tra consumo eccessivo e consumo responsabile, invece di colpire ampie categorie. L’Europa dovrebbe promuovere diete equilibrate, moderazione, educazione e libertà di scelta, nel rispetto della diversità dei prodotti, degli alimenti tradizionali e delle competenze degli Stati membri”. 

Gli interventi di alcuni dei membri del Parlamento europeo hanno ulteriormente ribadito la necessità di un approccio equilibrato e basato sull’evidenza scientifica.

L’eurodeputato italiano Michele Picaro ha sottolineato la necessità di una strategia politica per la tutela della salute dei cittadini, basata soprattutto su alfabetizzazione sanitaria e informazioni alimentari fondate sull’evidenza scientifica, strumenti essenziali per contrastare disinformazione e classificazioni alimentari semplificate. “Il nostro obiettivo a lungo termine deve essere la riduzione delle malattie croniche, evitando estremismi ideologici. La Dieta Mediterranea resta un elemento fondamentale nella prevenzione delle malattie cardiovascolari”.

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EFA News - European Food Agency
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