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Niente prezzi calmierati, siamo inglesi

L'industria alimentare britannica dice no all'imposizione di un tetto ai prezzi food proposta del governo

Hormuz, sempre lui, Ormai le vicende belliche dello stretto mediorientale stanno intaccando settori vitali come l'agroalimentare. Pochi giorni fa è scattato l'allarme della Fao che paventa un innalzamernto dei prezzi food se non arriva una più che rapida riapertura dell'istmo (leggi notizia EFA News). Adesso dalla Gran Bretagna, giunge la protesta dell'industria alimentare che si oppone con decisione alle proposte del governo di imporre un tetto ai prezzi di generi alimentari di prima necessità come pane, uova e latte in cambio di un allentamento di alcune normative. Questo, semnpre nell'ottica che i prezzi possano schizzare in alto se non interviene la riapertura dello stretto che costiringerebbe le merci a cercare rotte alternative per giungere a destinazione.

Il governo Starmer, secondo il Financial Times, avrebbe esercitato pressioni sui supermercati britannici affinché congelino i prezzi dei prodotti alimentari di base in cambio di incentivi come l'allentamento delle normative sugli imballaggi e il rinvio delle modifiche alle politiche alimentari salutari. La misura sraebbe stata decisa in base agli ultimi dati sull'inflazione che mostrano un tasso annuo di aumento dei prezzi dei prodotti alimentari salito, ad aprile, di oltre il 3%, superando il tasso di inflazione generale. 

E anche se il ministro del Tesoro Dan Tomlinson ha smentito chew il governo stia valutando l'introduzione di un tetto ai prezzi, le reazioni dell'industria si sono subito fatte sentire anche perché la proposta, dicono fonti governative, sarebbe in realtà stata presentata come una "misura volontaria piuttosto che come una legge obbligatoria". Apriti cielo. Sono parecchie le figure chiave dell'industria alimentare hanno reagito con forti critiche, tra cui dirigenti di catene di supermercati come M&S e Ocado. 

A prendere posizione a nome dell'industrria è la Fdf, la Food and drink federation, l'organizzazione che rappresenta l'industria degli alimentari e del beverage UK, secondo cui "non è chiaro come queste proposte funzionerebbero nella pratica. Il governo deve concentrarsi sulle cause profonde dell'aumento dell'inflazione alimentare, non sul sintomo - dice un portavoce dell'organizzazione - Per i produttori di alimenti e bevande, è necessario che il governo dia priorità alla regolamentazione, evitando che arrivi tutto in una volta, e che garantisca che abbia l'effetto desiderato. Un eccesso di regolamentazione è troppo complesso e troppo costoso da implementare, e assorbe tempo, risorse e attenzione delle aziende, che sono già alle prese con uno shock energetico globale". 

Liliana Danila, la Chief Economist dell'FdFsposta il centro dell'attenzione dall'inflazione alla guerra in Mewdio Oriente. In un comunicato la manager riporta: "l'inflazione alimentare potrebbe essere diminuita ad aprile ma le pressioni sottostanti stanno aumentando lungo tutta la catena di approvvigionamento. Le interruzioni in Medio Oriente stanno facendo lievitare i costi di produzione. Gli aumenti affrontati dai produttori impiegano in genere tra i sette e i dodici mesi per ripercuotersi sui prezzi al dettaglio. Tuttavia, i maggiori costi energetici che colpiscono i prodotti freschi, dove la lavorazione è minima o assente, si rifletteranno probabilmente più rapidamente. Nel frattempo, un'ondata di cambiamenti politici, dal prossimo accordo commerciale dell'UE alle proposte di modifica delle normative sanitarie, eserciterà un'ulteriore pressione sul settore".

"Dobbiamo imparare - aggiunge Danila - dall'impennata inflazionistica che abbiamo visto proprio l'anno scorso, quando un accumulo di costi normativi si è tradotto in prezzi più alti per gli acquirenti. Agendo ora per differire gli oneri normativi, il Governo può dare ai produttori di alimenti e bevande il margine di manovra di cui hanno bisogno per affrontare gli impatti della guerra in Iran, e ridurre al minimo gli aumenti di prezzo per i consumatori".


Fc - 60305

EFA News - European Food Agency
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