Commodity. Uova in calo
Areté: invertito trend inflattivo, ma il prezzo rimane +14% rispetto un anno prima
Conab (Companhia Nacional de Abastecimento) ha pubblicato un aggiornamento delle previsioni sulla produzione brasiliana di caffè per la campagna 26/27 (mar-feb):
- Arabica: 45,8 milioni di sacchi, +28% vs 25/26 e +4% rispetto alla previsione di gennaio;
- Robusta: 20,9 milioni di sacchi, +1% vs 25/26 e -5% rispetto alla previsione di gennaio
- Totale: 66,7 milioni di sacchi, +18% vs 25/26 e +0,8% rispetto alla previsione di gennaio.
La maggior parte degli operatori, condivide aumenti di oltre il 20% per la varietà arabica sulla scia di un aumento delle aree e rese di “carica”, ulteriormente favorite da un meteo ottimale.
Per la varietà robusta, invece, sono attesi livelli stabili o lievi cali rispetto al record del 2025. Secondo le anticipazioni di Areté +21% arabica e -4% robusta.
UOVA
I prezzi delle uova hanno invertito il trend inflattivo record della seconda metà del 2025. A livello UE, il prezzo ha registrato un -5% da inizio aprile, mantenendosi tuttavia del 7% superiore rispetto a maggio 2025.
In Italia, nello stesso periodo, il prezzo delle uova da allevamento in gabbia rilevato dalla CUN ha segnato un -7%, confermandosi tuttavia su livelli superiori del 14% rispetto a quelli di un anno prima.
Areté segnala come in un contesto di supporto derivante da una offerta UE ancora rallentata dall’aviaria, il calo stagionale della domanda abbia comportato un aumento congiunturale dell’indice di autosufficienza. Inoltre, l’offerta ha beneficato del riequilibrio degli scambi con una forte contrazione dell’export e importazioni record nel primo trimestre dell’anno.
Nel 2025, nell’Unione Europea sono stati registrati 699 focolai di influenza aviaria negli allevamenti, rispetto ai 259 del 2024 e ai 476 del 2023. I Paesi maggiormente colpiti sono stati la Germania (24% del totale), la Polonia (18%), l’Ungheria (15%), la Francia (15%) e l’Italia (8%).
Si segnala una forte accelerazione nell’ultimo trimestre dell’anno, con 435 casi, che ha portato il numero complessivo di focolai a superare la media degli ultimi dieci anni del 23%. Circa il 13% dei focolai ha interessato allevamenti di galline ovaiole. Il trend si è confermato nei primi cinque mesi del 2026, con 307 focolai (+24% rispetto allo stesso periodo del 2025), di cui 54 in allevamenti di galline ovaiole.
In Italia, a partire dal 29 settembre 2025, il Centro di Referenza Nazionale per l’Influenza Aviaria ha confermato 64 focolai complessivi (9 in allevamenti di galline ovaiole). Alla luce della persistenza del virus e della sua circolazione prolungata nel tempo, l’Italia ha avviato un piano nazionale di vaccinazione preventiva, approvato a livello comunitario.
Ad aprile e maggio non si sono verificati focolai.La limitata disponibilità di prodotto nell’UE conferma livelli di importazione record. Nel primo trimestre 2026, le importazioni UE sono aumentate del 70% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le principali origini sono l’Ucraina (54%) e la Turchia (27%). Nello stesso periodo, le esportazioni UE risultano in calo del 42%, con il Regno Unito (37%) e la Svizzera (27%) come principali destinazioni.
L’Italia ha registrato un aumento delle importazioni extra-UE del 79%, con il 66% dei volumi provenienti dalla Turchia e il 14% dall’Ucraina. Le esportazioni extra-UE risultano invece in crescita dell’11%, dirette principalmente verso la Svizzera (48%) e il Regno Unito (24%).
Tra i fattori ribassisti segnaliamo anche l’aumento delle rimonte UE che, a marzo 2026 sono risultate più che doppie rispetto a marzo 2025.
EFA News - European Food Agency