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CLARA MOSCHINI

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Erba Medica, raccolto promettente

Severi (Aife): "cresce l’attenzione verso foraggi ad alto valore nutrizionale”

Bilancio positivo per il primo taglio dell’erba medica nelle principali aree produttive italiane. A tracciare il quadro è Riccardo Severi, direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi, secondo il quale è già possibile registrare una buona resa produttiva accompagnata da livelli qualitativi mediamente soddisfacenti.

“Le condizioni climatiche delle ultime settimane hanno sicuramente favorito la produzione – spiega Severi – Le piogge alternate a giornate di sole hanno consentito uno sviluppo regolare della coltura, permettendo di ottenere un prodotto omogeneo e con caratteristiche qualitative mediamente buone”.

Le valutazioni riguardano areali molto diversi tra loro, distribuiti tra Romagna, Veneto e Marche, caratterizzati da differenti estensioni e condizioni pedoclimatiche. Una situazione che consente comunque di delineare un quadro rappresentativo dell’andamento del primo taglio targato 2026.

A sostenere il mercato è soprattutto la domanda proveniente dagli allevamenti italiani, dove continua a registrarsi una disponibilità limitata di foraggi con elevate caratteristiche nutritive. “La richiesta resta sostenuta – prosegue Severi – e la tendenza da parte degli allevatori è quella di continuare a puntare su un prodotto di qualità, soprattutto in una fase in cui cresce l’attenzione verso foraggi ad alto valore nutrizionale”.

Particolarmente positive risultano le performance del foraggio proveniente dalle aree collinari e montane, dove qualità e rese consentono di mantenere quotazioni superiori rispetto allo scorso anno. Nelle zone di pianura, invece, le produzioni si attestano su livelli leggermente inferiori rispetto alla campagna precedente, pur mantenendo buoni standard qualitativi.

Le attuali condizioni climatiche, caratterizzate da marcati sbalzi termici e temperature elevate per il periodo, rappresentano tuttavia un elemento di attenzione, soprattutto per quanto riguarda il mantenimento del colore del prodotto e le operazioni di fienagione.

“Temperature così elevate e poco coerenti con il periodo di fine maggio possono determinare qualche riduzione qualitativa – osserva ancora Riccardo Severi – Tuttavia i produttori dotati di impianti di essiccazione e disidratazione, come quelli utilizzati dai nostri associati, grazie ai processi di trasformazione e sanificazione riescono a garantire standard qualitativi molto elevati, confermando e valorizzando una sinergia tra campo e impianti di trasformazione che continua a premiare l’intera filiera”.

Sul fronte del mercato, le quotazioni rilevate il 28 maggio scorso alla Borsa merci di Bologna evidenziano per il fieno di primo taglio una lieve flessione, con valori compresi tra 130 e 140 euro/tonnellata.

Restano invece sostanzialmente stabili le quotazioni del prodotto medicato in campo, sia in rotoballe sia in balloni quadri, con prezzi compresi tra 165 e 175 euro/tonnellata.

Per il prodotto proveniente dalle aree collinari e montane, le quotazioni si collocano invece in una forbice compresa tra 90 e 110 euro e tra 80 e 100 euro/tonnellata, a seconda delle caratteristiche qualitative e delle diverse tipologie di prodotto.

“Fare previsioni di mercato nel lungo periodo resta oggi molto complesso – conclude il direttore di AIFE/Filiera Italiana Foraggi – sia per le tensioni geopolitiche internazionali sia per un andamento climatico sempre più imprevedibile. L’obiettivo dei nostri associati è continuare a garantire agli allevamenti un prodotto trattato e sanificato al meglio, capace di assicurare elevate proprietà nutrizionali e  rafforzare il legame tra agricoltura e zootecnia. Il prodotto disidratato offre inoltre importanti vantaggi ambientali e gestionali: minori volumi da trasportare e stoccare si traducono in una maggiore efficienza logistica e in una riduzione delle emissioni, mentre la sanificazione contribuisce a migliorare il benessere animale e la sicurezza alimentare”.

red - 60601

EFA News - European Food Agency
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