Giandujotto di Torino: candidatura Igp ancora contestata
Lindt & Sprüngli presenta ricorso al Tar contro il disciplinare
Il riconoscimento dell’Igp "Giandujotto di Torino" (leggi notizia EFA News) va incontro a un nuovo grosso ostacolo legale. Lindt & Sprüngli S.p.A., che nel 2022 ha rilevato l’azienda dolciaria Caffarel, ha depositato ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento con cui il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste ha disposto la trasmissione alla Commissione Europea del disciplinare per detto riconoscimento. Il provvedimento impugnato, adottato dal Masaf lo scorso 23 marzo, aveva chiuso la fase nazionale dell’opposizione e avviato il passaggio del fascicolo a Bruxelles per l’esame comunitario.
L’azione giudiziaria di Lindt & Sprüngli giunge di sorpresa. Nel corso della procedura amministrativa, la società svizzera aveva manifestato l’intenzione di non ostacolare la registrazione della nuova Indicazione Geografica. Ciononostante, in seguito, la multinazionale ha optato per opporsi, sostenendo, tra l’altro, la sovrapponibilità della denominazione protetta con il proprio marchio registrato "Gianduia 1865 – L’autentico Gianduiotto di Torino".
Il ricorso dinnanzi al Tar si basa sulle stesse argomentazioni che Lindt & Sprüngli aveva già sollevato in sede amministrativa e che il Masaf, tramite il medesimo decreto del 23 marzo scorso, aveva esaminato e respinto, ritenendo sufficienti a superare l’opposizione amministrativa le controdeduzioni presentate dal Comitato Giandujotto di Torino, organismo che riunisce oltre quaranta imprese piemontesi del settore cioccolatiero.
La presentazione del ricorso potrebbe incidere anche sulla tempistica della procedura europea. L’articolo 16 del Regolamento UE 2024/1143 prevede infatti la possibilità che la Commissione possa sospendere l’esame della domanda di registrazione in attesa della decisione del giudice nazionale. Sarà ora il Tar Lazio a pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento ministeriale. La data dell’udienza non è stata ancora fissata.
A commento della vicenda Caffarel ribadisce di "non voler contestare il riconoscimento dell’Igp del gianduiotto" e, in una nota puntualizza: "L’azienda, che è unanimemente riconosciuta come l'inventrice del gianduiotto e che ancora oggi produce presso lo storico stabilimento di Luserna San Giovanni in provincia di Torino, ha sempre sostenuto che tale percorso debba tuttavia convivere con la piena tutela del proprio marchio 'Gianduia 1865. L’autentico Gianduiotto di Torino'”.
Poiché il provvedimento attuale prevede soltanto una tutela limitata del marchio denominativo per 15 anni, Caffarel ha presentato ricorso al Tar "al solo fine di ottenere certezza giuridica su una protezione piena e stabile del proprio marchio, registrato nel 1972 e regolarmente rinnovato. Il ricorso non intende rallentare né ostacolare il processo dell’Igp, ma assicurare una convivenza chiara tra il riconoscimento dell’Igp e il marchio di Caffarel."
EFA News - European Food Agency