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Mutti (Centromarca): "Per una visione industriale competitiva servono poche regole e chiare"

Nel corso dell'assemblea annunciato confronto tra filiera e istituzioni il prossimo 30 settembre

In uno scenario caratterizzato da crescita debole, tensioni geopolitiche e pressioni sui costi, in occasione della sua assemblea annuale, Centromarca ha richiamato l'attenzione sulla necessità di una strategia industriale di lungo periodo per sostenere competitività, investimenti e potere d'acquisto delle famiglie. Al centro delle riflessioni del Presidente dell’associazione Francesco Mutti, la necessità di affrontare in modo coordinato le sfide che interessano una delle principali filiere del Paese.

I dati confermano la complessità del contesto: il prezzo del petrolio è passato da 80 dollari al barile (media 2024) a circa 95 dollari al barile a giugno 2026, con un aumento del 18%. Il costo dell'energia elettrica in Italia resta superiore del 226% rispetto ai livelli del 2020 e i noli marittimi per container hanno registrato un incremento del 18% nell'ultimo mese. Una pressione che rischia di alimentare nuove tensioni e di indebolire le filiere produttive.

"Non chiediamo un moltiplicarsi di vincoli, ma un quadro normativo con poche norme chiaramente interpretabili", ha rimarcato Mutti. "Abbiamo bisogno di un ecosistema legislativo che aiuti a individuare tempestivamente le criticità e a colpire severamente le illegalità e le pratiche di concorrenza sleale. Dalle istituzioni europee e nazionali auspichiamo politiche industriali coordinati che guardino al medio e lungo periodo".

Nonostante le difficoltà, il comparto del largo consumo mostra capacità di tenuta, frutto del constante impegno delle imprese. Nel 2025 il mercato è cresciuto di circa il 2%, mentre i primi mesi del 2026 confermano una dinamica positiva (+1,6% ad aprile). Anche altri canali di consumo mantengono un andamento favorevole: l'eCommerce ha raggiunto un valore di 6,9 miliardi di euro e il fuori casa ha superato i 102 miliardi di euro di consumi, in crescita dell'1,5%.

"La capacità di tenuta dimostrata dal largo consumo in questi anni non deve essere data per scontata", ha sottolineato Mutti. "Per continuare a investire e creare valore lungo tutta la filiera servono condizioni che rafforzino le imprese e il Paese, a partire da policy che incentivino l’innovazione, favoriscano il raggiungimento di una dimensione media d’impresa adeguata alla competizione internazionale e sostengano la transizione ecologica".

Nel corso dei lavori, Centromarca ha annunciato la seconda edizione del Forum del Largo Consumo, prevista il prossimo 30 settembre a Roma. "Il largo consumo è una filiera centrale per milioni di famiglie e per l'economia italiana", ha concluso Mutti. "Il Forum nasce per coinvolgere tutti gli attori del mondo dei beni di consumo, superare la frammentazione delle posizioni e costruire proposte su temi condivisi. Vogliamo offrire alle istituzioni un contributo concreto, fondato sui dati e sul dialogo tra tutti gli attori".

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EFA News - European Food Agency
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