Del Giudice, la storia lascia il passo alla crisi
L'azienda lattiero casearia nata a Termoli nel 1898 potrebbe chiudere definitivamente
Dopo anni di tentativi entra in una fase completamente nuova, e parecchio drammatica, la vertenza sulla Del Giudice, storica azienda molisana (di Termoli in provincia di Campobasso) che dal 1898 è un punto di riferimento per il settore lattiero caseario del Mezzogiorno. La nuova procedura aperta dall'azienda casearia per cessazione dell’attività arriva, infatti, dopo il mancato accordo sui 26 esuberi. La storica azienda in cui si sono alternate 4 generazioni, ha avviato una nuova procedura di licenziamento collettivo: un dramma per i dipendenti e per tutto il comparto della zona, visto che sospendere l'attività significa, questa volta, mandare a casa 44 persone, quanti sono i dipendenti totali della società.
Una svolta pesantissima per una delle realtà storiche dell’industria agroalimentare molisana che rischia di chiudere definitivamente una vicenda iniziata anni fa con le difficoltà economiche e proseguita con il fallimento della precedente gestione. Una svolta drammatica, quella appalesata nei giorni scorsi, che fa precipitare una situazione già di per sé complessa: se nei mesi scorsi il confronto riguardava una parte dell’organico e ruotava attorno alla sostenibilità dei livelli occupazionali, infatti, oggi il tema è diventato la sopravvivenza stessa dello stabilimento.
La bruttissima novità della chiusura definitiva dei cancelli e confermata anche dal sindacato Uiltucs. "Hanno aperto una nuova procedura per cessazione attività - spiega il sindacalista Giuseppe Miranda - Questa settimana probabilmente faremo un primo incontro con l’azienda per l’esame congiunto”.
La Del Giudice è stata per decenni uno dei marchi simbolo dell’agroalimentare regionale, legando il proprio nome alla produzione lattiero-casearia e garantendo occupazione a generazioni di lavoratori. Lo stabilimento di via Giulio Pastore, a Termoli, è stato a lungo una delle principali realtà industriali del settore alimentare molisano. Negli ultimi anni, però, la crisi finanziaria ha eroso le basi economiche dell’azienda". Dopo il fallimento della precedente gestione e il passaggio alla nuova proprietà, si era aperta una fase di riorganizzazione che aveva già portato alla chiusura della linea di imbottigliamento del latte e alla conseguente riduzione delle attività produttive.
Adesso arriva la nuova procedura poche settimane dopo la fumata nera al tavolo convocato in Regione Molise concluso senza alcun accordo sui 26 esuberi che la nuova proprietà considerava "strutturali": i sindacati avevano dato disponibilità solo a uscite volontarie e incentivate ma l’azienda aveva ribadito che i volumi produttivi non consentivano il mantenimento dell’organico. Risultato? L’intesa non è stata trovata (nonostante la mediazione della Regione) e cosi è stato sottoscritto il mancato accordo.
La situazione si è fatta più drammatica visto che la nuova procedura riguarda l’intera forza lavoro rimasta in azienda: parliamo di operai, impiegati, tecnici, manutentori, magazzinieri e addetti alle diverse fasi della produzione, professionalità costruite in decenni di attività. Tutti lavoratori che rappresentano una parte importante del patrimonio industriale del territorio: non a caso, la questione sulle Del Giudice, per Termoli e per il Basso Molise, viene ad assumere risvolti di forte impatto sociale.
Nei mesi scorsi erano emerse altre criticità, come la questione degli stipendi non percepiti da alcuni lavoratori rimasti a disposizione dell’azienda e quella relativa alle quote di Tfr maturate durante la precedente gestione. Anche questo passaggio ha contribuito non poco ad arrivare all’esame congiunto previsto dalla normativa sui licenziamenti collettivi, ultimo passaggio formale di confronto tra azienda e organizzazioni sindacali. Proprio questo sarà il tavolo in cui si tenterà di comprendere se esistano ancora margini per soluzioni alternative o strumenti in grado di attenuare l’impatto sociale della chiusura.
EFA News - European Food Agency