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Salumi: export italiano vale 2,5 mld euro

Dati Assica. Oltre 231mila ton in volume e numeri in crescita, nonostante le crisi internazionali

Un settore che continua a dimostrare solidità, capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale, ma che si trova ad affrontare uno scenario sempre più complesso sul fronte della competitività. È il quadro emerso dal convegno "Il futuro delle carni suine e dei salumi nell'era dell'incertezza globale", svoltosi oggi a Roma nell'ambito dell'Assemblea annuale dell'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi aderente a Confindustria (Assica), realizzata con il supporto del progetto europeo “Trust Your Taste, Choose European Quality”. L'assemblea ha assunto quest'anno un significato particolarmente importante, coincidendo con l'ottantesimo anniversario della fondazione dell'Associazione.

Nel 2025 la produzione italiana di salumi ha raggiunto 1,173 milioni di tonnellate, in crescita dello 0,6% rispetto all'anno precedente, per un valore complessivo di 9,643 miliardi di euro (+1,9%).

Sul mercato interno la disponibilità al consumo si è attestata a 989.200 tonnellate, confermando un lieve incremento (+0,5%), nonostante il permanere di una fase caratterizzata da inflazione, incertezza economica e attenzione delle famiglie alla spesa. Il consumo apparente pro capite si è attestato a 16,6 chilogrammi annui, confermando il ruolo importante che i salumi continuano a rivestire nelle abitudini alimentari degli italiani. La struttura dei consumi interni ha così visto al primo posto sempre il prosciutto cotto, con una quota pari al 28,1% del totale dei salumi, seguito dal prosciutto crudo al 21,0%, da mortadella/wurstel al 19,6%, dal salame all’8,3% e dalla bresaola al 2,4%. Chiudono gli altri salumi al 20,6%.

“Nel corso del 2025 e nella prima parte di quest’anno i consumi interni sono stati frenati dalla riduzione del reddito disponibile delle famiglie, che continua a condizionare le scelte di spesa. Alla luce dei recenti annunci di aumento dei tassi di interesse e del peggioramento delle prospettive economiche, con le gravi incertezze derivanti dai conflitti internazionali, il rischio è che questa situazione possa ulteriormente peggiorare nei prossimi mesi” ha commentato il presidente di Assica Lorenzo Beretta.

A sostenere la crescita del settore è stata ancora una volta la domanda internazionale. Nel 2025 le esportazioni di salumi italiani hanno raggiunto 231.645 tonnellate per un valore superiore a 2,5 miliardi di euro, registrando una crescita del 5,3% rispetto all'anno precedente sia in volume sia in valore.

Un risultato che conferma il ruolo strategico dell'export per il comparto e che contribuisce a portare il saldo commerciale del settore oltre i 2,18 miliardi di euro. La crescita è stata trainata soprattutto dai mercati dell'Unione Europea, che hanno assorbito oltre 163 mila tonnellate di prodotto per un valore di 1,695 miliardi di euro, in aumento rispettivamente del 6,4% e del 6,6% rispetto al 2024.

Più complesso si conferma invece il quadro dei Paesi Terzi, che rappresentano comunque una componente fondamentale delle strategie di sviluppo delle imprese italiane. Su questi mercati continuano infatti a pesare le limitazioni derivanti dalla Peste Suina Africana (Psa), le tensioni geopolitiche e commerciali e il rallentamento di alcune economie internazionali. Il risultato raggiunto dalle esportazioni di salumi italiani verso i Paesi terzi, è stato di 67.835 ton per un valore di 811 milioni di euro, registrando un +2,9% in quantità e un +2,6% in valore. A differenza dell’anno precedente, le spedizioni verso gli Stati Uniti hanno subito una lieve flessione, fermandosi a 19.394 ton (–3,8%) per 249,2 milioni di euro (–5,8%).

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EFA News - European Food Agency
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