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Salumi/2. Assica: fatturato sfiora 10 mld euro

Tra le sfide più importanti: Psa, che blocca molti mercati, e costi energetici alle stelle

Secondo quanto emerso dall'assemblea 2026 di Assica (leggi notizia EFA News) tra i prodotti più esportati si confermano i prosciutti crudi stagionati, che da soli superano il miliardo di euro di vendite all'estero. Positive anche le performance di salami, mortadelle, prosciutto cotto, bresaola e pancette stagionate, a testimonianza della crescente diffusione internazionale dell'intera salumeria italiana.

“Le imprese del settore continuano a investire, innovare e presidiare i mercati internazionali nonostante uno scenario particolarmente difficile”, ha dichiarato il presidente di Assica Lorenzo Beretta. “I risultati dell'export dimostrano la forza delle nostre produzioni e il valore riconosciuto ai salumi italiani che con orgoglio, ricordo, sono i salumi con la migliore qualità e i più apprezzati nel mondo. Tuttavia, non possiamo ignorare le criticità che continuano a pesare sulla competitività delle nostre imprese. La Psa continua a limitare l'accesso a mercati importanti e ad alto potenziale. A questo si aggiungono costi energetici che in Italia restano significativamente più elevati rispetto a quelli sostenuti da molti concorrenti europei e un contesto internazionale caratterizzato da crescente instabilità. Il settore non chiede assistenza, ma condizioni che consentano alle imprese italiane di competere ad armi pari con i concorrenti europei e mondiali”.

L'assemblea 2026 rappresenta inoltre un momento particolarmente significativo per l'associazione, che celebra ottant'anni di attività al fianco delle imprese italiane delle carni e dei salumi. Fondata nel gennaio del 1946, pochi mesi dopo la fine della Seconda guerra mondiale, Assica ha accompagnato tutte le principali fasi di sviluppo del comparto: dalla ricostruzione economica del Paese alla ripresa delle esportazioni negli anni Cinquanta, dalla costruzione del mercato unico europeo alla valorizzazione delle produzioni Dop e Igp, fino alle più recenti sfide della sostenibilità, della digitalizzazione e dell'intelligenza artificiale.

Oggi il settore dei salumi rappresenta una realtà che vale quasi 10 miliardi di euro di fatturato e oltre 2,5 miliardi di euro di esportazioni, con una presenza consolidata sui mercati internazionali e un ruolo fondamentale per l'economia agroalimentare nazionale. Particolare attenzione viene riservata anche alle nuove generazioni imprenditoriali che stanno progressivamente assumendo ruoli di responsabilità all'interno delle aziende del settore. In questo contesto riveste un ruolo da protagonista il Gruppo Giovani di Assica, oggi sempre più coinvolto nei progetti e nelle iniziative dell'Associazione.

“La salumeria italiana ha saputo attraversare fasi molto diverse della storia economica del Paese; siamo riusciti a mantenere, anzi ad aumentare, la qualità dei nostri prodotti, le nostre unicità che tutti ci invidiano, rafforzando la capacità di innovare, creare valore e competere.  Il futuro che ci attende presenta sfide importanti, dalla competitività alla sostenibilità, dall'innovazione agli scenari internazionali. Sono sfide che riguardano l'intero sistema produttivo e che richiederanno un impegno comune da parte delle imprese e delle Istituzioni. Le affrontiamo con realismo, ma anche con fiducia, perché la storia di questi ottant'anni dimostra che la salumeria italiana ha sempre saputo evolversi e guardare avanti senza perdere la propria identità”, ha concluso il presidente.

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EFA News - European Food Agency
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