Ivsi/2. Tutti pazzi per il prosciutto cotto
Il 17,8% degli italiani ne ha aumentato il consumo nell'ultimo anno
Versatile e profondamente radicato nelle abitudini alimentari degli italiani, il prosciutto cotto ha un legame con i consumatori che va ben oltre il semplice impiego di oggi: è una presenza familiare che affonda le proprie radici nell'infanzia. Alla luce della ricerca commissionata da Ivsi, con il sostegno di Assica (leggi notizia EFA News), oltre un terzo del campione intervistato (36,3%), infatti, il prosciutto cotto è il primo salume a riaffiorare nei ricordi, mentre per il 59% rappresenta ancora oggi il protagonista di panini e toast. Un legame che va oltre il semplice consumo e che richiama memoria, quotidianità e convivialità.
Nonostante il ritorno nel dibattito pubblico di temi legati alla salute e alla già citata classificazione Oms/Iarc delle carni lavorate, le abitudini di consumo sono rimaste sostanzialmente stabili: il 58,7% degli italiani dichiara infatti di non aver modificato il proprio consumo di prosciutto cotto nell'ultimo anno, mentre il 17,8% lo ha aumentato.
La percezione del prodotto rimane prevalentemente positiva. Per il 58,7% degli intervistati il prosciutto cotto è un alimento generalmente sano, al pari degli altri salumi, mentre il 31,6% lo considera addirittura più salutare rispetto ad altri. Solo il 9,7% lo giudica meno sano. Tra gli aspetti maggiormente apprezzati emergono la sua adattabilità a tutta la famiglia (49,5%), la compatibilità con una dieta equilibrata (42,2%), la digeribilità (31,7%) e l’apporto proteico (31,2%).L’analisi delle conversazioni online conferma questa immagine: i principali elementi positivi associati al prosciutto cotto riguardano la familiarità domestica (30%), la praticità e versatilità d'uso (22%), la percezione di leggerezza (18%) e il suo inserimento in pasti equilibrati (12%).Il prosciutto cotto è dunque un alimento che continua a godere di un elevato livello di fiducia presso i consumatori, ma che richiede una comunicazione sempre più chiara, trasparente e basata su evidenze scientifiche per rispondere ai dubbi che emergono nel dibattito pubblico.
“Il prosciutto cotto mantiene un forte valore non solo nutrizionale, ma anche affettivo e culturale per gli italiani: il 36,3% lo associa ai propri ricordi e il 59% lo consuma ancora oggi soprattutto in panini e toast, a conferma della sua familiarità nella quotidianità", spiega Elisabetta Bernardi, specialista in Scienza dell’Alimentazione, biologa e nutrizionista. "Questo aspetto è rilevante perché le raccomandazioni nutrizionali devono tenere conto anche delle abitudini reali delle persone. Il fatto che il 58,7% degli italiani non abbia modificato il consumo di prosciutto cotto nell’ultimo anno, nonostante il dibattito spesso allarmistico sui salumi, suggerisce un rapporto stabile e consolidato con questo alimento. Una fiducia che deve però essere accompagnata da informazioni corrette e trasparenti. La percezione del prodotto è generalmente positiva: il 58,7% lo considera sano, il 31,6% più salutare rispetto ad altri salumi e solo il 9,7% meno sano. I consumatori ne apprezzano soprattutto la praticità, la versatilità, la digeribilità e l’apporto di proteine di qualità, vitamina B12, ferro e zinco".
I risultati delle ricerche delineano un consumatore più consapevole, più informato rispetto al passato ma ancora alla ricerca di punti di riferimento affidabili. L’Osservatorio di Ivsi nasce per rispondere a questa esigenza, monitorando in modo continuativo opinioni, percezioni e conversazioni online e promuovendo una cultura alimentare basata su dati, evidenze scientifiche e corretta contestualizzazione delle informazioni. In un dibattito spesso dominato da semplificazioni e polarizzazioni, gli italiani chiedono più conoscenza, più trasparenza e meno allarmismi.
“I dati rilevati dalle ricerche condotte ci restituiscono l'immagine di un consumatore attento, consapevole e desideroso di comprendere meglio il rapporto tra alimentazione e salute, ma mostrano chiaramente che sul tema dei salumi esistono ancora dubbi, percezioni distorte e informazioni spesso semplificate o decontestualizzate", dichiara Monica Malavasi, direttore di Ivsi. "Per questo abbiamo deciso di dare vita all'Osservatorio di Ivsi: uno strumento permanente di ascolto e monitoraggio che ci consentirà di intercettare le domande dei consumatori e contribuire a un dibattito pubblico fondato sui dati e sulle evidenze scientifiche. Il nostro obiettivo è affrontare le questioni che vengono sollevate con trasparenza, rigore e responsabilità, offrendo informazioni corrette e verificabili su prodotti che fanno parte della tradizione alimentare italiana e che, se consumati con equilibrio, trovano spazio all'interno di uno stile di vita sano”.
EFA News - European Food Agency