Rider Glovo, aumento beffa e... pedalare
D'accordo con la procura di Milano la società doveva aumentare gli stipendi, invece...
Da un ordine del tribunale alla presa in giro il passo, purtroppo, é diventato breve, soprattutto quando si tratta di rider, i nuovi schiavi del capitalismo mondiale. La denuncia arriva dalla NIdil-CGIL che commenta la deriva presa dalla trattativa tra Globo e i rider. La vicenda, lo ricordiamo, aveva avuto il suo culmine il 19 maggio scorso dopo un serrato confronto tra magistrati, legali della società e l'amministratore giudiziario nominato dal tribunale di Milano dopo che, a febbraio 2026 la società era stata commissariata dal Tribunale meneghino con l'accusa di caporalato digitale.(leggi notizia EFA News). La società, sotto controllo giudiziario a maggio aveva accettato con la condivisione della Procura di Milano di aumentare il compenso minimo, promettendo 3 euro lordi a consegna (contro i precedenti 2,5 euro), 14 euro lordi l’ora (contro 10 euro lordi precedenti) e, dulcis in fundo, “aumenti medi fino a 200 euro al mese (leggi notizia EFA News).
Adesso la beffa. “Fatta la legge, trovato l’inganno - scrive il sindacato Nidil-Nuove Identità di Lavoro, la struttura della Cgil che dal 1998 rappresenta e tutela le lavoratrici e i lavoratori somministrati e atipici - L’aumento medio fino a 200 euro promesso da Glovo a maggio, con decorrenza dal 9 febbraio 2026, si è tradotto in pochi euro. Questo è, in realtà, quanto hanno ricevuto le rider e i rider della piattaforma come conguaglio retroattivo per quattro mesi di lavoro, dimostrando l’assenza di reali cambiamenti”.
“Le modifiche sui compensi propagandate da Glovo per uscire dal controllo giudiziario non hanno cambiato le cose - aggiunge NIdiL CGIL - Lo dimostrano conguagli da pochi euro dopo quattro mesi di lavoro. Chi lavora ogni giorno con continuità va qualificato come subordinato, con i diritti che ne derivano”.
Le fatture esaminate da NIdiL Cgil per il periodo 9 febbraio-31 maggio 2026, quasi quattro mesi di attività, mostrano invece “integrazioni una tantum” inferiori di media a 10 euro totali. "Questi numeri - si legge nel comunicato - confermano quanto NIdiL Cgil ha già denunciato il 26 giugno scorso, quando ha lasciato il tavolo convocato da Confcommercio, che riunisce anche Conftrasporto e AssoDelivery, sulle regole del food delivery".
“Nessuna apertura su subordinazione, compensi e tutela dal caldo - scrive il sindacato - Le motivazioni di quella scelta riferita in particolare a Glovo-Foodinho e Deliveroo, che inquadrano i rider con partita IVA o collaborazione occasionale, entrambe sottoposte a controllo giudiziario dalla Procura di Milano".
“Il meccanismo di calcolo dei presunti aumenti emerge dalla stessa comunicazione con cui Glovo li ha annunciati a lavoratrici e lavoratori - spiega il sindacato - Il minimo di 3 euro a consegna vale 'indipendentemente da ogni altra variabile': non è cioè agganciato ad alcun parametro di distanza. È, dunque, l’algoritmo della piattaforma, attraverso l’assegnazione degli ordini, a stabilire se quella soglia rappresenti un reale aumento o una soglia già ampiamente superata dai compensi correnti".
"Allo stesso modo - si legge nella nota della Nidil - il nuovo minimo orario di 14 euro non si calcola sul tempo di lavoro realmente impiegato, ma su un 'tempo effettivo calmierato', cioè tagliato da tetti massimi ('Cap') calcolati dalla stessa Glovo su base statistica: attese ai locali, ricerca di citofoni, traffico imprevisto, se superano la mediana, semplicemente non vengono retribuiti. Così facendo si riduce artificialmente il tempo utile al calcolo dell’integrazione, e con esso la possibilità che scatti un aumento reale".
EFA News - European Food Agency