Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Agosto, tempo di pacchi

Il 12 agosto entra in vigore il regolamento: il packaging diventa più complicato (e più costoso)

Sono tempi duri per il packaging. A partire dal cartone ondulato: pochi giorni fa Unilegion, società attiva in Europa nell'organizzazione e gestione di azioni legali collettive, ha fatto partire presso il Tribunale di Milano la class action di oltre 300 aziende italiane (soprattutto dell'agroalimentare, tra vino, food, ortofrutta) che chiedono 450 milioni di danni all cosiddetto "cartello del cartone ondulato", una dozzina di aziende che si sarebbero accordate e , per 13 anni dal 2005 al 2018, avrebbero imposto i loro prezzi al rialzo di oltre il 20% (leggi notizia EFA News).

Non è finita qui, perché questa estate vede gli imballaggi in primo piano anche a livello UE. È stata, infatti, approvata ed entrerà in funzione il 12 agosto prossimo la nuova normativa europea PPWR ossia Packaging and packaging waste regulation (cioè Regolamento sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio). Il Regolamento UE-PPWR 2025/40 introduce un principio destinato a cambiare le dinamiche industriali: se non è possibile dimostrare la conformità di un imballaggio, non sarà possibile venderlo. 

Si tratta di un passaggio che impatta un sistema da oltre 180 milioni di tonnellate di packaging all’anno in Europa, pari al 40% della plastica e al 50% della carta utilizzate. Gli obiettivi del regolamento si basano sulle tre "R" dell'economia circolare: Riduzione, Riuso e Riciclo.

  1. Riduzione (Minimizzazione): obbligo di tagliare peso e volume; lo spazio vuoto nei colli e nell'e-commerce non deve superare il 50%;
  2. Riuso (Reusability): target obbligatori di riutilizzo per imballaggi da trasporto, commerciali e settore Ho.Re.Ca. (ristorazione);
  3. Riciclo (Recyclability): tutti i pack immessi sul mercato dovranno essere effettivamente riciclabili su larga scala entro il 2030, con classi di merito e percentuali minime obbligatorie di plastica riciclata post-consumo.

Milioni di imballaggi rischiano di sparire dal mercato UE, come dicono i pessimisti (che però spesso ci azzeccano)? Il fatto è che oggi molte aziende non riescono a ricostruire, dato per dato, cosa contengano davvero i loro packaging e, senza evidenze, il nuovo regolamento UE li esclude dal mercato. 

"La documentazione è duplice: una é quella quella tecnica, cioè l'insieme degli attributi tecnici dell'imballaggio o del prodotto imballato e l'altra, ossia la dichiarazione di conformità, é il documento in cui ci si assume la responsabilità legale di quanto dichiarato nel documento precedente" spiega Giuseppe Dimaria, Regional Director Sud Europa di Osapiens, azienda leader nello sviluppo di software che permettono alle aziende di promuovere una crescita sostenibile lungo l’intera catena del valore

Cosa sarà necessario fare di più rispetto a ora? "Occorrerà soprattutto interagire con i fornitori in maniera molto piu 'invasiva' - aggiunge Dimaria - Questo perché molte aziende che realizzano prodotti imballati hanno fornitori di imballaggi che a loro volta hanno fornitori di materie prime. Tra le cose che chiede il regolamento c'è quella di avere una visibilità, una trasparenza, una tracciabilità di tutti questi dati in una maniera molto piò 'granulare', ossia specifica, rispetto a  quanto fatto finora".

Tra gli esempi di voci che dovranno essere presenti ci sono i Pfas, sostanza chimica vietata negli imballaggi a contatto diretto con gli alimenti. Senza una visione completa della composizione dei materiali, diventa difficile dimostrare la conformità, soprattutto rispetto a sostanze come i PFAS, utilizzate storicamente negli imballaggi resistenti a grassi e liquidi. Il rischio non è solo regolatorio, ma economico: parliamo di prodotti invendibili, di· possibili write-off di magazzino fino al possibili interruzioni nelle supply chain

"In una documentazione tecnica completa - dice Dimaria - dovrà essere presente un check di conformità e nella dichiarazione di conformità il produttore si assumerà la responsabilità legale che quanto si sta mettendo sul mercato sia conforme al regolamento". 

Ci sarà ampio spazio, insomma, per le aziende hi-tech che saranno chiamate a integrare una massa documentale elettronica da far paura. La piattaforma di Oapiens, per esempio, andrà a coprire una serie di nuove esigenze: dalla gestione delle informazioni, ossia tutte le info che ora le aziende hanno su svariati sistemi dovranno confluire in un'unica directory, alla gestione dei fornitori mettendo in relazione i dati fino alla produzione automatica di tutti questi documenti  

Tutto questo ha un costo ed è quello che preoccupa non poco le aziende: in primis le oltre 180 mila PMI sparse sui territorio. Che si trovano ad affrontare questo costo aggiuntivi ma ormai indispensabili e indifferibili. Utilizzare una piattaforma come Osapiens Hub costa  da 15.000 a parecchie centinaia di migliaia di euro che andranno a incidere sulle case delle aziende. I prezzi, conferma Dimaria, "variano in base a una serie di valori": dalla grandezze dell'azienda, al numero di fornitori di packaging e finanche al numero di packaging in transito.

Fc - 61573

EFA News - European Food Agency
Collegate
Simili