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Mangiate carne, non fate la guerra

In Ue la querelle sul meat sounding: il 2 settembre saranno valutati i nuovi emendamenti

I legislatori dell’UE stanno riaprendo il dibattito sulla limitazione dell’uso di termini legati ai prodotti a base vegetale. Molti commentano a mezza bocca che in questo momento - che definire drammatico è usare un eufemismo - ci sarebbero cose più importanti e urgenti a cui pensare: invece, l'Ue si avvia verso un’altra battaglia sulla possibilità che gli alimenti di origine vegetale possano utilizzare nomi familiari legati alla carne.

Come riporta il sito specializzato Food ingredients First, i nuovi emendamenti presentati alla Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale (AGRI) del Parlamento europeo amplierebbero la terminologia protetta dell’Unione relativa alla carne per includere "burger", "hamburger", "salsiccia", "nugget", "schnitzel", "polpetta" e altri nomi. Gli emendamenti fanno parte della riforma dell’Organizzazione comune dei mercati (OCM) post-2027 e saranno esaminati dalla commissione AGRI il 2 settembre.

L’ultima iniziativa riapre una questione che le istituzioni dell’UE sembravano aver in gran parte risolto all’inizio di quest’anno. A marzo scorso, il Parlamento europeo, il Consiglio dell’UE e la Commissione europea avevano raggiunto un compromesso che riservava 31 termini, tra cui "manzo", "pollo", "pancetta", "bistecca" e "fegato", ai prodotti a base di carne, lasciando invece disponibili le descrizioni basate sulla forma, quali "burger", "salsiccia" e "nugget" (leggi notizia EFA News). A marzo le associazioni del settore dei prodotti a base vegetale avevano avvertito che le restrizioni avrebbero comunque comportato un ribranding, modifiche al packaging e costi di adeguamento. 

Cosa è successo nel frattempo? E' successo che il regolamento (UE) 2026/1739 è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 29 luglio ed è entrato in vigore il 18 agosto: le sue disposizioni relative alla denominazione delle carni si applicano a partire dal 19 agosto 2029. Da quel momento c'è stata la riapertura dell’elenco terminologico.

I nuovi emendamenti sono stati presentati a luglio dopo che il relatore della commissione AGRI, Eric Sargiacomo (S&D-Francia), aveva proposto di rimuovere le disposizioni relative alla denominazione delle carni dal più ampio dossier sull’OCM post-2027, poiché la questione era già stata affrontata attraverso una normativa separata.

Diversi legislatori del Partito Popolare Europeo, dei Conservatori e Riformisti Europei e dei Patrioti per l’Europa stanno ora cercando di reintrodurre restrizioni più ampie. Un emendamento presentato dalla deputata francese del PPE Céline Imart propone di riservare un ampio gruppo di denominazioni relative alle carni lavorate, tra cui burger, hamburger, salsiccia, chorizo, salame, peperoni, prosciutto, polpetta, carne macinata, patty, nugget, schnitzel, polpettone, pastrami, filetto e fegato.

Proprio ieri 26 agosto, l'European Alliance for Plant-based Foods, l’Alleanza europea per gli alimenti a base vegetale, piattaforma con sede a Bruxelles  fondata nel 2020 che riunisce gli attori della filiera degli alimenti a base vegetale, ha ribadito la propria opposizione, sostenendo che ulteriori restrizioni penalizzerebbero produttori, agricoltori e consumatori, creando al contempo instabilità nel settore e andando contro il Piano d’azione dell’UE sulle proteine.

Anche le aziende si stanno muovendo. Beyond Meat - da agosto 2025 solo "Beyomd", a scanso di equivoci (leggi notizia EFA News) - azienda che produce sostituivi per la carne e proddotti caseari a base di vegetali nata nel 2009 e con sede a Los Angeles, nella relazione trimestrale depositata presso la Securities and Exchange Commission degli Stati Uniti il 6 agosto, ha affermato che sarebbero state "a quanto pare proposte" delle modifiche per ripristinare le disposizioni relative alla denominazione della carne ed estendere le restrizioni a "hamburger" e "salsiccia", termini non riservati ai sensi del Regolamento 2026/1739.

Il dibattito ha implicazioni commerciali dirette per l’azienda, i cui marchi principali includono Beyond Burger e Beyond Sausage. Beyond ha avvertito gli investitori che l’incertezza normativa relativa alle pratiche di etichettatura e commercializzazione in Europa potrebbe influire negativamente sulla sua capacità di espandere la distribuzione.

Il documento depositato alla Sec descrive, inoltre, una controversia in Belgio, dove le autorità hanno contestato un rivenditore che commercializza prodotti Beyond per l’uso di termini quali "gehakt" ("carne macinata") e "burger". Beyond afferma di ritenere di avere una posizione difendibile e sta monitorando l’andamento del procedimento.

Tanto rumore, tanto dibattito, è catalizzato dagli interessi che girano intorno alla carne vegetale: perché l’Europa rimane un mercato commercialmente importante per le aziende del settore anche al di là dell'Atlantico. Tanto per fare un esempio, proprio Beyond mostra un fatturato internazionale nel settore retail cresciuto del 16,5% su base annua, grazie all’aumento delle vendite di hamburger e prodotti a base di pollo nei mercati europei e nel Regno Unito, che hanno contribuito alla crescita dei volumi.

Fc - 62627

EFA News - European Food Agency
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