Made in Italy /2. Export food in crescita ovunque (eccetto gli Usa)
Le maggiori opportunità arrivano dall'Unione Europea e dal Mercosur
Secondo il rapporto del Crea diffuso oggi (leggi notizia EFA News), l’Unione Europea si conferma il principale partner commerciale dell’Italia per l’agroalimentare, assorbendo il 59,5% delle esportazioni e fornendo quasi il 70% delle importazioni. Le vendite verso l’UE crescono dell’8,1%, con risultati particolarmente positivi verso Spagna, Paesi Bassi, Polonia e Romania. L’export cresce in valore e quantità verso tutti i principali mercati di destinazione, ad eccezione degli Stati Uniti.
Un primo approfondimento contenuto nel Rapporto riguarda proprio gli scambi con gli Usa, mercato strategico per molte produzioni del Made in Italy agroalimentare, interessato da un cambiamento nella politica commerciale durante il 2025. Nell’ultimo anno le esportazioni italiane destinate al mercato statunitense, complice l’aumento dei dazi nella seconda metà dell’anno, si sono ridotte del 4,2%, attestandosi a 7,55 miliardi di euro, valore che rimane tuttavia superiore a quello registrato nel 2023 (6,7 miliardi). La flessione in valore interessa in modo particolare olio extravergine di oliva, vini Dop, liquori, salse e condimenti, mentre variazioni positive si riscontrano per pasta, acque minerali, caffè torrefatto e prodotti della panetteria.
Un secondo approfondimento del Rapporto è dedicato, invece, all’accordo UE-Mercosur e agli scambi agroalimentari dell’Italia con Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Nel 2025 l’Italia ha importato prodotti agroalimentari dal Mercosur per quasi 3,7 miliardi di euro, a fronte di un export verso l’area di circa 500 milioni. Le importazioni riguardano soprattutto caffè greggio, mangimi, semi di soia e carni bovine, mentre le esportazioni pasta, mele, conserve di pomodoro, olio extravergine di oliva, caffè torrefatto e prodotti dolciari.
Passando all’analisi dei primi cinque mesi del 2026, i dati evidenziano una tenuta delle esportazioni agroalimentari dell’Italia (-0,4% rispetto allo stesso periodo del 2025) a fronte di una contrazione delle importazioni (-4,3%). A livello merceologico permane un andamento differenziato delle esportazioni, con prodotti che consolidano la dinamica positiva del 2025, come il caffè torrefatto, Grana Padano e Parmigiano Reggiano, e altri che mostrano ancora una tendenza negativa, come l’olio di oliva e alcune tipologie di vini.
Nel complesso, il Rapporto conferma la capacità competitiva del sistema agroalimentare italiano sui mercati internazionali, anche in un anno particolarmente complesso a livello globale. Allo stesso tempo, evidenzia alcuni fenomeni sempre più rilevanti, come la necessità di diversificare i mercati di sbocco e approvvigionamento, l’evoluzione dei rapporti commerciali con i principali partner internazionali, il rafforzamento delle filiere europee e l’importanza strategica dei nuovi accordi commerciali.
"I risultati evidenziati dal Rapporto confermano la straordinaria capacità competitiva del sistema agroalimentare italiano e la sua resilienza anche in uno scenario internazionale complesso. Questo lavoro rappresenta uno strumento conoscitivo essenziale per le istituzioni, chiamate a definire politiche efficaci di sostegno e sviluppo, e per le imprese, che possono orientare con maggiore consapevolezza le proprie strategie sui mercati internazionali. È anche la dimostrazione del valore della ricerca Crea, che attraverso analisi rigorose e dati aggiornati contribuisce a interpretare i cambiamenti e ad accompagnare la crescita del settore agroalimentare nazionale", ha detto in conclusione il presidente Crea Andrea Rocchi.
EFA News - European Food Agency