Commodity. Il latte non è alla canna del gas
Tendenza rialzista per i prezzi in Ue, mentre il gas è aumentato del 13,8%
Nel mese di agosto, il TTF, riferimento europeo del mercato del gas, è aumentato del 13,8% rispetto a luglio, mentre il PUN, riferimento del mercato elettrico italiano, ha segnato un rialzo di circa il 14,7%. Il movimento è proseguito nei primi giorni di settembre: il TTF ha sfiorato gli 81 €/MWh, tornando sui massimi da fine 2022, mentre il PUN ha superato i 200 €/MWh di media nella prima settimana del mese, raggiungendo i livelli più elevati da gennaio 2023.
L’analisi di Areté – The Agri-Food Intelligence Company evidenzia come a sostenere le quotazioni restino soprattutto le tensioni legate alla guerra in Medio Oriente e le difficoltà sul fronte del GNL. Ad agosto, attraverso lo Stretto di Hormuz sono transitati solo 3 carichi di GNL, contro i 18 di luglio, mentre il JKM, riferimento asiatico del GNL, è salito sui massimi da dicembre 2022.
Il premio del mercato asiatico rispetto a quello europeo ha così aumentato la competizione per i carichi flessibili, che possono essere indirizzati verso il mercato più conveniente. Anche il livello degli stoccaggi continua a rappresentare un elemento di attenzione: a fine agosto, le scorte europee erano piene solo per il 65,4%, il livello più basso per la data dal 2013.
Con l’avvicinarsi dell’inverno, un livello di scorte più contenuto riduce il margine di sicurezza del mercato e aumenta la sensibilità dei prezzi a eventuali nuovi problemi sul fronte dell’offerta.
In Italia, a luglio, ultimo dato Terna disponibile, le rinnovabili hanno coperto il 41,5% della domanda elettrica, contro il 44,5% dello stesso mese del 2025, con eolico in calo del 20,3% e idroelettrico del 14,9%, aumentando il ricorso alla generazione termoelettrica.
Anche in Francia il contributo delle fonti a basso costo si è ridotto: ad agosto la produzione nucleare è diminuita dell’8,4% su base annua, a 26,2 TWh, anche a causa delle elevate temperature e dei vincoli ambientali sulla disponibilità dei reattori.
Una minore produzione nucleare francese può aumentare il ricorso alla generazione a gas e contribuire a mantenere più teso il mercato elettrico europeo. Scorte contenute, tensioni sull’offerta e crescente competizione per il GNL continuano quindi a mantenere elevata la sensibilità dei mercati energetici a nuovi shock, secondo Areté.
LATTE
Ad agosto i prezzi delle principali trasformazioni del latte nell’Unione Europea hanno registrato una tendenza rialzista. Rispetto a luglio, sulla piazza di riferimento di Kempten, il burro ha segnato un +3,6%, la polvere di latte scremato (SMP) un +5,4%, la polvere di latte intero (WMP) un +8,7%, l’Edamer un +0,8% e la polvere di siero un +2,6%.
Il confronto con i prezzi dello scorso anno evidenzia una congiuntura ancora relativamente debole per i grassi. Il prezzo del burro risulta inferiore del 41,8%, quello del WMP del 18,9% e quello dell’Edamer del 24,9% rispetto ad agosto 2025. SMP e polvere di siero si collocano invece su prezzi rispettivamente il 22,5% e il 74,5% al di sopra dei livelli registrati nello stesso periodo del 2025, sostenuti da una domanda di proteine in continua espansione.
Areté indica come l’offerta latte UE straordinariamente sostenuta a partire dalla seconda metà del 2025, stia mostrando i primi segnali di rallentamento. Tra gennaio e giugno 2026, le consegne latte europee sono risultate superiori del 3,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
Tuttavia, il vantaggio rispetto allo scorso anno si sta assottigliano (nel primo trimestre era del +5%), con alcune aree chiave produttive che, a giugno 2026, segnano cali rispetto a giugno 2025 (Francia -1,2%, Irlanda -3,2%). Le ondate di caldo anomalo che hanno investito l’UE unitamente ai rincari degli input produttivi si confermano i principali freni alla produzione.
L’incertezza derivante dalla guerra in Medio Oriente e tra Russia e Ucraina, solo nell’ultimo mese, unitamente a fattori endogeni, ha comportato, sul mercato finanziario europeo, rialzi dei prezzi del mais e del gas naturale rispettivamente dell’11,4% e del 15,6%, ai massimi dal 2023.
EFA News - European Food Agency