Non riceve alcun finanziamento pubblico
Direttore responsabile:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Valore export ortofrutta italiana in rialzo nel 1° sem

Calano, tuttavia, i volumi. Incremento dei costi e Ppwr ostacolano lo sviluppo

Sulla base delle rilevazioni Istat relative al commercio estero italiano elaborate da Fruitimprese, le esportazioni di frutta e verdura non trasformata nel corso del primo semestre 2026 sono aumentate del 4,4% in valore, mentre si sono ridotte del 3,4% in quantità, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Le importazioni sono cresciute dell’1,6% e del 7,1% rispettivamente in volume e valore, portando la bilancia commerciale in negativo per 20,4 milioni di euro. Risulta con il segno meno anche il rapporto tra import ed export in quantità, con il primo che supera il secondo di quasi 300.000 tonnellate (297,478 tons per la precisione).

Per la frutta fresca, principale voce del nostro export, i volumi si sono ridotti dello 0,8%, mentre il valore esportato è cresciuto del 3,1% rispetto ai primi sei mesi del 2025. In questo comparto, le mele, che rappresentano oltre la metà delle esportazioni, segnano leggermente il passo rispetto agli ottimi numeri degli anni precedenti, registrando un -4,34% in volume e -0,79% in valore.

In rialzo le esportazioni di kiwi, prodotto per il quale l’affermazione sul mercato delle nuove varietà gialle e rosse, ha portato ad incrementare le esportazioni del 12,32% in quantità e del 16,93% in valore. Aumentano anche le esportazioni di fragole, prodotto tipico dei primi 6 mesi dell’anno, che registrano un +15,76% in volume e +14,92% in valore. Ancora male l’export di pere, ma si confida in una ripresa nella campagna autunnale.

Alle parziali battute di arresto dell’export, corrisponde un aumento delle importazioni di frutta fresca, che sono cresciute del 5,9% in volume e del 7,5% in valore; con le aziende costrette, in mancanza del prodotto nazionale, a rivolgersi sempre di più all’estero.Il segmento agrumi è quello dove questa tendenza è più evidente, il ciclone Harry e le altre problematiche produttive hanno portato nei primi sei mesi dell’anno ad una riduzione significativa dei volumi esportati (-14,7%), mentre hanno tenuto i valori, in riduzione solamente del 3,4%; ma sono i dati import a rappresentare di più questo fenomeno. Le importazioni sono cresciute del 30%, (per la precisione del 29,5% in quantità e del 32,4% in valore), con una bilancia commerciale che si presenta con segno negativo per oltre 20 milioni di euro.In questo comparto, alla crescita del valore delle esportazioni di limoni (+17,04%) - che sono stati meno soggetti agli effetti di Harry - si contrappone un brusco calo di quelle delle arance, che diminuiscono del 21,61% in volume e del 17,50% in valore.

Molto vivace è stato in questo semestre il settore della frutta secca con numeri in crescita sia per le esportazioni (+4,5% in volume e +37,2% in valore), ma soprattutto per le importazioni che registrano +8,6% in quantità e +18,1% in valore che supera quota 1 miliardo di euro. Si tratta di un recupero significativo per un comparto che negli ultimi 2 anni non stava più crescendo ai ritmi degli anni precedenti e che sta ripartendo.

L’andamento delle esportazioni di tuberi, legumi e ortaggi nel primo semestre 2026 è pressoché analogo a quello generale, i volumi sono scesi del 4%, mentre i valori sono aumentati del 2,6% rispetto alle rilevazioni dell’anno precedente. In questo segmento per un import che si riduce del 5,9% in quantità e del 11,6% in volume, segnaliamo un incremento del valore dei pomodori importati che sale del 23,24% rispetto allo stesso periodo del 2025, nonostante una riduzione del 2,51% dei volumi.

L’import di frutta tropicale cresce del 2,3% in quantità e del 5,3% in valore; da segnalare una ripresa dell’import di ananas del 9,95% in volume e del 15,45% in valore, una leggera discesa dell’import di banane (quantità –5,1%, valori -2,35%) e l’avocado, che non rappresenta più una sorpresa, con volumi in crescita del 19% e valori del 7,13%.

lml - 63007

EFA News - European Food Agency
Simili