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CLARA MOSCHINI

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Il parlamento europeo peggiora il meccanismo del carbonio

Estensione ulteriore rispetto a quanto proposto dalla Commissione. Respinta misura salvaguardia

Oggi il parlamento europeo ha adottato la sua posizione sull’estensione del CBAM e sull’istituzione di un fondo a sostegno della transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Con 464 voti favorevoli, 50 contrari e 159 astensioni, i deputati hanno sostenuto la proposta della Commissione di estendere l’ambito di applicazione del meccanismo oltre le materie prime di base a un ampio elenco di prodotti a valle (prodotti finiti in acciaio e alluminio come elementi di fissaggio, fili metallici, molle e articoli per la casa) estendendolo ulteriormente rispetto a quanto proposto dalla Commissione. Chiedono, inoltre, l’introduzione di un’esenzione per i flussi di energia elettrica provenienti da Paesi extra-UE utilizzati dai gestori delle reti per mantenere la stabilità della rete.

Colmare le lacune

I deputati propongono di abbassare la soglia oltre la quale piccole modifiche a un prodotto sono considerate un’elusione. Vogliono, inoltre, consentire alla Commissione di applicare i valori predefiniti del Paese di origine quando viene accertata un’elusione sistematica.

È stata, invece, respinta la misura di salvaguardia proposta dalla Commissione, che avrebbe consentito di escludere determinati beni dal CBAM in caso di shock dei prezzi. Al suo posto, il parlamento propone di destinare temporaneamente i proventi del CBAM derivanti dai beni interessati ai settori colpiti.

I deputati chiedono una rendicontazione semplificata per i Paesi meno sviluppati e un quadro per l’assistenza tecnica. Hanno inoltre eliminato la possibilità, proposta dalla Commissione, di utilizzare i crediti di carbonio previsti dall’articolo 6 dell’ Accordo di Parigi per compensare gli obblighi derivanti dal CBAM, poiché la questione dovrebbe essere discussa nell’ambito della prossima revisione dell’ETS.

Fondo temporaneo per la decarbonizzazione

Il Parlamento ha, inoltre, adottato la sua posizione sul Fondo temporaneo per la decarbonizzazione, volto a proteggere i produttori dell’UE sui mercati di esportazione, con 433 voti favorevoli, 97 contrari e 146 astensioni.

I deputati chiedono di erogare il sostegno finanziario del Fondo dal 2027 al 2029, anziché dal 2028 come proposto dalla Commissione. Vogliono inoltre estenderlo ai produttori di fertilizzanti e agli operatori che sostengono costi più elevati legati al carbonio, includendo tra i prodotti ammissibili urea, nitrato di ammonio e solfato di ammonio, considerati strategici per la sicurezza alimentare.

Secondo i deputati, tutti gli operatori a valle (le imprese che utilizzano beni soggetti al CBAM nella loro produzione) dovrebbero poter beneficiare del Fondo. Propongono inoltre di destinare i proventi rimanenti agli impegni internazionali dell’UE per il finanziamento del clima nell’ambito dell’Accordo di Parigi, anziché restituirli agli Stati membri come proposto dalla Commissione.

Il relatore sull’estensione del meccanismo CBAM, Mohammed Chahim (S&D, NL), ha dichiarato: “questo compromesso rende il meccanismo più forte, equo e resiliente. Abbiamo colmato importanti lacune, rafforzato l’applicazione delle norme contro l’elusione ed esteso l’ambito di applicazione del meccanismo nei settori in cui è più importante. È un pacchetto equilibrato che protegge l’industria europea nel processo di decarbonizzazione, salvaguardando al contempo l’integrità ambientale del meccanismo”.

Aggiunge il relatore sul fondo temporaneo per la decarbonizzazione, Pascal Canfin (Renew, FR): "oggi abbiamo compiuto un importante passo avanti per rendere l’Europa un luogo sicuro per gli investimenti nella decarbonizzazione: stiamo ampliando la copertura dei prodotti per rafforzare la parità di condizioni e introducendo norme più rigorose contro l’elusione, in particolare per contrastare lo spostamento delle risorse dalla Cina. Offriamo inoltre una soluzione più solida per gli agricoltori colpiti dai costi dei fertilizzanti e un sistema di sostegno alle esportazioni per proteggere le imprese europee sui mercati in cui i loro concorrenti non pagano un prezzo del carbonio”.

Prossime tappe

Il Parlamento è ora pronto ad avviare i negoziati con gli Stati membri dell’UE. Il meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere dell’UE (CBAM) è lo strumento dell’UE volto ad allineare il prezzo del carbonio pagato per i prodotti dell’UE soggetti all’ETS con quello dei prodotti importati, riducendo il rischio di rilocalizzazione delle emissioni e incoraggiando una maggiore ambizione climatica nei Paesi extra-UE. Nel 2025, il Parlamento ha adottato misure di semplificazione per esentare il 90% degli importatori dalle norme CBAM, mantenendo al contempo l’ambizione climatica, poiché il 99% delle emissioni di CO2 continua a essere coperto.

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