Macchine agricole, il gruppo Fulchir "salva" BCS
La storica azienda milanese prosegue grazie al gruppo friulano
Il gruppo Fulchir annuncia l'ingresso nel capitale di BCS S.p.A., storica azienda produttrice di macchine agricole con i marchi BCS, Ferrari, Pasquali e Mosa. Il deal dà una svolta decisiva alla vertenza che negli scorsi mesi ha interessato l'azienda. Il gruppo ha confermato la costituzione di una newco operativa che prenderà in affitto il ramo d'azienda comprensivo dei marchi e delle attività BCS, Ferrari, Pasquali e Mosa, con l'obiettivo di far ripartire la produzione già dal mese di ottobre.
Tutti i circa 430 lavoratori attualmente in forza passeranno nella newco, a garanzia della piena tutela occupazionale. Il piano prevede il pieno recupero occupazionale entro l'inizio del 2028, grazie a una nuova procedura di Cigs per ristrutturazione che accompagnerà il progressivo rientro al lavoro coerentemente con il piano industriale presentato.
A breve, riprenderà in pieno la produzione negli stabilimenti di Abbiategrasso (MI), Cusago (MI) e Luzzara (RE).A conferma della continuità aziendale, BCS parteciperà il prossimo novembre a EIMA International, l’Esposizione Internazionale di Macchine per l'Agricoltura e il Giardinaggio che si svolge ogni due anni presso la Fiera di Bologna. Storico appuntamento del settore, vi partecipano industrie costruttrici di ogni continente, presentando le tecnologie di avanguardia del comparto a livello mondiale e richiamando operatori provenienti da oltre 90 Paesi.
L'accordo è stato illustrato nei giorni scorsi nel corso di un incontro presso la sede di Assolombarda, in collaborazione con Confindustria Reggio Emilia, alla presenza della proprietà, degli advisor, dei rappresentanti del Gruppo Fulchir e delle segreterie nazionali e territoriali di Fim, Fiom e delle Rsu del Gruppo BCS.
“Sono rimasto molto impressionato - ha dichiarato il presidente del gruppo Carlo Fulchir - dalla potenzialità di BCS, dai suoi molti prodotti leader nel mercato, dalla sua moderna struttura di produzione e ottima rete di vendita e dalle sue possibilità di crescita grazie anche alle novità che si appresta a lanciare. Sono convinto che BCS e Gruppo Fulchir insieme possano conseguire a breve importanti obiettivi di consolidamento e crescita”.
Anche il presidente di BCS, Fabrizio Castoldi, ha commentato con favore l'operazione: “l'unione delle due società - ha detto - è quanto di meglio noi potessimo sperare per la nostra amata azienda e per i suoi lavoratori, perché non solo ci consentirà di rilanciare la Società ma di avviare la produzione di importanti novità che avevamo pronte o quasi pronte che chiedevamo solo di essere prodotte”.
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