Barilla celebra 15 anni stabilimento Rubbiano Sughi
Dal 2012 l'unità produttiva ha quintuplicato la produzione e dato lavoro a 400 persone
Quindici anni di persone, prodotti di qualità e passione. Lo stabilimento Barilla di Rubbiano Sughi, inaugurato nel 2012, celebra un importante anniversario con una giornata dedicata a chi, dentro e fuori il sito produttivo, ha contribuito a costruirne la storia.
Nei giorni scorsi, infatti, Barilla ha aperto le porte del sito produttivo alle proprie Persone e alle loro famiglie, offrendo loro l’opportunità di scoprire da vicino gli spazi, le attività e le persone che ogni giorno rendono possibile la produzione di sughi e pesti. Un momento pensato per condividere un traguardo che appartiene a tutta la comunità dello stabilimento e per raccontare un luogo che, oltre a impianti e tecnologie, è fatto di competenze, relazioni e storie.
Quello di Rubbiano è un percorso iniziato molto prima di questi 15 anni. È qui che nel 1965 Barilla aveva aperto il suo primo stabilimento fuori dalla città di Parma destinato alla produzione di un bene diverso dalla pasta, con la produzione di fette biscottate e grissini Mulino Bianco. Nel 2012, quasi cinquant’anni dopo, il sito ha accolto una nuova sfida industriale con la nascita dello stabilimento dedicato a sughi e pesti.
All'apertura, Rubbiano Sughi contava 120 dipendenti e due linee produttive, con una capacità di circa 35.000 tonnellate di sughi all’anno. Da allora, lo stabilimento ha conosciuto una crescita costante: nel 2018 l’aggiunta di due nuove linee ha permesso di raddoppiare la capacità produttiva. Oggi Rubbiano è arrivato a contare oltre 400 dipendenti, con 136 ingredienti lavorati e combinati in 44 ricette.2024 è entrata in funzione la quinta linea produttiva, che ha consentito di aumentare ulteriormente la capacità dello stabilimento di circa 15.000-18.000 tonnellate di sughi all’anno, portando Rubbiano verso una capacità complessiva di circa 120.000 tonnellate annue, quasi cinque volte quella con cui lo stabilimento era stato inaugurato nel 2012. Si tratta, dunque, di una crescita continua e che è stata vissuta in primis dalle persone che ci lavorano.
“Sono entrata a Rubbiano cinque anni fa, iniziando dalla cucina, e in questi anni ho avuto l’opportunità di crescere passando dal confezionamento al controllo qualità fino al ruolo di conduttore di confezione”, racconta Ilaria Bertola, conduttrice di confezione di Rubbiano Sughi. “Mi sento fortunata perché Barilla ha creduto in me e mi ha dato la possibilità di crescere insieme allo stabilimento. Rubbiano è a cinque minuti da casa mia: entrarci oggi e farne parte mi fa ancora un certo effetto. Per me è una famiglia, un gruppo di persone che lavora bene insieme, e mi piacerebbe continuare a farne parte anche in futuro”.
“Ho iniziato a lavorare a Rubbiano come stagionale nel 2015 e dal 2018 sono entrato a tempo indeterminato in Barilla”, dichiara Enzo Testa, uno dei conduttori di cucina di Rubbiano Sughi. “In questi anni ho visto lo stabilimento crescere e cambiare. Quando sono arrivato c’erano solo due linee, una dedicata ai sughi rossi e una ai pesti; negli anni ne sono state aggiunte altre, accompagnando l’ampliamento dello stabilimento e la crescita della produzione. Quello che più apprezzo di Rubbiano, però, è l’ambiente: è un luogo dinamico, dove convivono persone di età ed esperienze diverse e dove mi sono sempre trovato bene. Per me lo stabilimento è diventato quasi una seconda famiglia. Qui trascorriamo una parte importante delle nostre giornate e poter lavorare in un ambiente in cui ci si sente bene fa davvero la differenza”.
Dietro ogni vasetto di sugo o pesto prodotto a Rubbiano c’è un processo industriale nel quale qualità e sicurezza alimentare rappresentano priorità fondamentali, dalla scelta delle materie prime alla lavorazione, fino al prodotto che arriva sulle tavole dei consumatori.Lo stabilimento produce per il mercato italiano e per i mercati di tutto il mondo e oggi la sua produzione si divide indicativamente tra il 60% di sughi a base rossa, con il pomodoro protagonista, e il 40% di pesti. Un portafoglio ampio che comprende 44 ricette, realizzate a partire da 136 ingredienti, ciascuno valorizzato e lavorato nel rispetto degli elevati standard Barilla di qualità, igiene e sicurezza alimentare.Particolare attenzione è dedicata agli ingredienti che caratterizzano le ricette e ne definiscono il profilo di gusto.
Ogni giorno a Rubbiano vengono grattugiate circa 100 forme di Parmigiano Reggiano, per un totale di circa 30.000 forme all’anno, a testimonianza della scala produttiva dello stabilimento e, allo stesso tempo, della cura dedicata alle materie prime che entrano nelle ricette.Pomodoro e basilico, ingredienti simbolo di molte delle ricette prodotte a Rubbiano, sono 100% italiani. Tra le specialità che prendono vita nello stabilimento c’è anche il Pesto alla Genovese, una ricetta che dal 1994 unisce basilico italiano e Parmigiano Reggiano Dop e che nel 2024 ha celebrato i suoi primi 30 anni.
L’attenzione alla qualità delle materie prime si accompagna a un percorso di innovazione continua. Nel 2020 Barilla ha definito la propria Carta del Basilico, con l’obiettivo di promuovere pratiche agricole sostenibili, tutelare la biodiversità e la salute del suolo e valorizzare le comunità agricole. Il basilico destinato ai pesti e ai sughi Barilla proviene da agricoltura sostenibile nel rispetto dei criteri previsti dal sistema di certificazione Iscc Plus.
Quindici anni dopo la sua inaugurazione, Rubbiano continua così a guardare al futuro, forte di una storia costruita giorno dopo giorno dalle proprie persone e di una capacità produttiva che negli anni è cresciuta insieme alle ambizioni di Barilla.
EFA News - European Food Agency