Giornata della Suinicoltura: scenario internazionale del settore
Del Bravo (Ismea) analizza la rapida trasformazione in relazione al comparto italiano
Attualmente il settore suinicolo italiano si trova a operare in un contesto internazionale dinamico e frammentato. A fronte di un mercato europeo in contrazione, la filiera italiana continua a risentire della dipendenza dalle importazioni estere per il fabbisogno di carne fresca. È questo il quadro delineato da Fabio Del Bravo, Responsabile della Direzione filiere e analisi dei mercati di ISMEA, che sarà tra i protagonisti della nona edizione della Giornata della Suinicoltura organizzata da Expo Consulting, in programma il prossimo 14 ottobre alla Camera di Commercio di Verona.
“Come tutti i settori, anche quello suinicolo si trova oggi ad affrontare un contesto generale complesso e delicato - osserva Del Bravo - E a livello internazionale le dinamiche sono tutt’altro che omogenee: mentre la produzione suinicola cinese è in contrazione, Stati Uniti e Brasile stanno aumentando la propria offerta, determinando una maggiore frammentazione dello scenario mondiale.”
Sul fronte europeo il quadro non appare altrettanto favorevole. “Non possiamo parlare di una situazione brillante - sottolinea Del Bravo - Le macellazioni sostanzialmente tengono, ma i consumi sono in contrazione e anche le quotazioni mostrano una fase di debolezza.” Secondo le indicazioni fornite da Del Bravo, tra gennaio e settembre 2026 i prezzi dei suini da macello a livello europeo hanno registrato mediamente una flessione nell’ordine del 21%. Un dato che, pur non configurando uno scenario drammatico, è indicativo di una tendenza gradualmente negativa.
La pressione si riflette anche sull’Italia, infatti, nei primi nove mesi dell’anno, secondo i dati richiamati elaborati da ISMEA, si registra una contrazione del 12% per i suinetti, del 15-16% per i suini da macello e del 5-6% per i tagli destinati all’industria. Una dinamica sulla quale incidono anche i costi di produzione e che si inserisce in un quadro strutturale nel quale il nostro Paese non è autosufficiente rispetto all'approvvigionamento della carne suina fresca. I dati elaborati da ISMEA, indicano che nel 2025 la produzione nazionale ha coperto il 58,7% del fabbisogno interno di carne suina, pari a circa 2,2 milioni di tonnellate. Nello stesso anno le importazioni di carni e preparazioni suine hanno raggiunto 1,181 milioni di tonnellate, mentre il patrimonio suinicolo nazionale si è attestato a quasi 7,8 milioni di capi.
Nel 2025, secondo ISMEA, le esportazioni del comparto suinicolo hanno superato i 2,6 miliardi di euro, sostenute soprattutto dal segmento dei salumi e delle produzioni trasformate. Le importazioni hanno raggiunto i 3,1 miliardi di euro, mantenendo negativo il saldo commerciale per circa 510 milioni.
È proprio l’aspetto legato all’equilibrio tra produzione, trasformazione e mercato a riportare in primo piano, secondo Del Bravo, il tema dei rapporti di filiera. “I segnali al mondo produttivo arrivano da molti anni - dichiara - e indicano la necessità di continuare a lavorare sui rapporti di filiera, rafforzando il dialogo e la collaborazione tra i diversi anelli che la compongono”.
Un tema che sarà al centro dell’intervento di Fabio Del Bravo alla Giornata della Suinicoltura, dove il quadro dei mercati internazionali sarà letto alla luce delle trasformazioni che stanno interessando il comparto con uno sguardo necessariamente rivolto alle prospettive future.
I lavori inizieranno alle ore 9. Dalle 8.30 saranno aperte le registrazioni dei partecipanti.
Per iscriversi: https://www.giornatadellasuinicoltura.it/la-giornata-della-suinicoltura-edizione-2026.
EFA News - European Food Agency