Giornata Suinicoltura: Psa e riduzione allevamenti ma anche segnali positivi
La 9° edizione ha messo in mostra le opportunità derivanti dalle innovazioni sulla biosicurezza
Ampia partecipazione al focus di Assica sugli ostacoli all’accesso ai mercati internazionali.
La nona edizione della Giornata della Suinicoltura, organizzata da Expo Consulting e svoltasi il 14 ottobre a Verona, ha registrato un grande successo di partecipazione, con un’attenzione costante ai lavori dalla mattina fino alla conclusione della Giornata. Anche i due workshop aziendali pomeridiani hanno richiamato un pubblico numeroso, confermando l'interesse per gli approfondimenti tecnici e le soluzioni concrete per gli allevamenti.
A fare da cornice all’evento, la Camera di Commercio di Verona. Al centro dei lavori, mercati internazionali, benessere animale, nutrizione, biosicurezza e lotta alla peste suina africana: temi diversi, accomunati dalla necessità di innovare e affrontare con strumenti condivisi le sfide del comparto.
Fabio Del Bravo, responsabile della direzione filiere e analisi dei mercati di Ismea, ha delineato uno scenario internazionale condizionato da tensioni geopolitiche e commerciali, soffermandosi sulle dinamiche del comparto suinicolo. Nel 2025 il patrimonio italiano ammontava a 7,82 milioni di capi, in calo del 10,5% rispetto al 2021, mentre gli allevamenti si sono ridotti del 17% in cinque anni. Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna e Veneto concentrano l'84% dei suini nazionali.
Sul fronte della trasformazione, nel 2025 l'industria dei salumi ha raggiunto un fatturato record di 9,6 miliardi di euro e l'export ha superato per la prima volta i 2,4 miliardi. Nei primi nove mesi del 2026 le macellazioni di suini destinati al circuito delle Indicazioni geografiche sono cresciute del 3,8%. Dati che evidenziano il valore economico della filiera, ma anche le criticità legate alla contrazione del patrimonio nazionale e alla pressione sui mercati.
La Peste suina africana è rimasta uno dei temi centrali della Giornata della Suinicoltura. Francesco Feliziani, responsabile del Centro di referenza per le pesti suine presso l'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche, ha aggiornato i partecipanti sull'evoluzione della malattia e sulle strategie a sostegno della filiera, mentre in collegamento da Roma, Giovanni Filippini, direttore generale della sanità animale del ministero della Salute e commissario straordinario alla Psa, ha ribadito che l'eradicazione di questa malattia resta l'obiettivo primario della struttura commissariale. Nel suo intervento, Filippini ha sottolineato che contenere gli spostamenti dei cinghiali e ridurne le consistenze rappresentano passaggi importanti di una sfida che coinvolge l'intera filiera: un lavoro di squadra nel quale tutti devono sentirsi coinvolti e sostenuti, senza che nessuno venga lasciato solo.
Infine, il direttore generale di Ssica (Stazione sperimentale per l'industria delle conserve alimentari) Paolo Cozzolino ha illustrato gli investimenti della Fondazione di ricerca, tra cui il laboratorio di biosicurezza di livello 3 destinato ad approfondire la sicurezza dei processi di trasformazione delle conserve di carne anche in relazione agli agenti responsabili delle malattie animali.
Nel pomeriggio, Assica ha dedicato il workshop agli ostacoli che condizionano l'accesso ai mercati internazionali, mentre Colkim Syngenta ha approfondito il legame tra controllo degli agenti infestanti, biosicurezza e risultati produttivi. Entrambi gli appuntamenti hanno registrato un'ampia partecipazione.
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EFA News - European Food Agency