I limoni della Piana di Bagheria riconosciuti presidio Slow Food
L’oro verde del territorio protagonista a Bio in Sicily 2026 (15-18 ottobre)
Nella Piana di Bagheria, nel corso dell’Ottocento, l’arrivo della fillossera causò gravi danni alla viticoltura, costringendo a estirpare le viti, le quali vennero sostituite con gli agrumi. Da allora, i limoni vengono coltivati nei piccoli appezzamenti pianeggianti e sui terrazzi collinari fino a circa duecento metri sul livello del mare. Di recente questi limoni sono stati riconosciuti come presidio Slow Food.
Impiantato al posto delle viti, il limone, appartenente alla cultivar femminello, sulla Piana di Bagheria ha trovato condizioni ideali grazie ai terreni drenanti, alle falde superficiali e al clima marino mite. “Per almeno mezzo secolo, dagli anni Venti fino agli anni Settanta, l’economia e la cultura di Bagheria sono state improntate alla coltivazione dei limoni,” spiega Michele Balistreri, referente Slow Food del presidio del limone della Piana di Bagheria. “Se è vero che già prima, sul finire del secolo precedente, le piante avevano cominciato a popolare i giardini delle ville fatte costruire dai nobili palermitani fuori dalla città, la vera svolta si ebbe soltanto nel 1926, con la nascita del consorzio idro-agricolo e la costruzione di infrastrutture irrigue indispensabili per l’agrumicoltura.”
Proprio legata all’acqua è la particolare tecnica tradizionale che consente di raccogliere frutti anche in piena estate: “Tra metà giugno e metà luglio alle piante viene somministrata poca acqua, inducendo uno stress idrico,” spiega Antonio Fricano, referente dei produttori che aderiscono al presidio. “Quando stanno per iniziare ad appassire, si irriga abbondantemente: in questo modo la pianta riparte e fiorisce. Nel giro di un anno il frutto è pronto per essere raccolto.”
Il limone coltivato è il cosiddetto verdello, che deve il nome al colore della sua buccia. “Oggi, grazie agli scambi commerciali globali, anche in Italia è più facile trovare limoni freschi in estate che provengono dal sud del mondo,” sottolinea Fricano. “Appena mezzo secolo fa non era così e il verdello era apprezzato e richiesto, l’oro verde di questa zona della Sicilia.”
I produttori che aderiscono al presidio Slow Food sono undici, molti dei quali giovani, e conferiscono il raccolto al Consorzio A.P.O. Sicilia di Bagheria che commercializza il prodotto. Da una ventina d’anni la coltivazione di limoni sulla Piana di Bagheria sta vivendo una nuova fase di popolarità e il frutto non risulta a rischio di estinzione immediata: la scelta di tutelarlo risponde infatti a una logica differente.
Il presidio Slow Food del limone della Piana di Bagheria è stato presentato ufficialmente a Terra Madre Salone del Gusto 2026 a Torino. Sarà protagonista anche di Bio in Sicily 2026, a Bagheria dal 15 al 18 ottobre: tra gli appuntamenti, “A Cena con Slow Food – Cena Bio d’Autore” giovedì sera e il talk “Il cibo patrimonio culturale, tra biodiversità e futuro dell’alimentazione” venerdì pomeriggio, al quale interverrà il vicepresidente di Slow Food Italia, Francesco Sottile. Nel corso della manifestazione sarà inoltre sottoscritta una dichiarazione d’intenti tra il Consorzio dei produttori del limone della Piana di Bagheria, la Condotta Slow Food Bagheria e alcune aziende dell’agroalimentare siciliano per favorire l’utilizzo di limoni e derivati provenienti dalla filiera del presidio Slow Food.
EFA News - European Food Agency