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Fao/2. Cereali: produzione prevista in calo nel 2026

Il consumo aumenterà, ma a un ritmo inferiore rispetto alla crescita della popolazione

Secondo il nuovo rapporto “Cereal Supply and Demand Brief”, pubblicato oggi dalla Fao, la produzione mondiale di cereali dovrebbe diminuire nel 2026 rispetto al record del 2025, pur rimanendo al secondo livello più alto mai registrato (2.999 milioni di tonnellate).

Si prevede un calo della produzione per tutti i principali cereali, in particolare per il grano, mentre per i cereali secondari si prevede solo una lieve diminuzione. La produzione di riso è destinata a contrarsi per la prima volta in quattro stagioni, con un calo del 2,5% a 552 milioni di tonnellate, principalmente a causa dei bassi margini di profitto dei produttori e delle condizioni meteorologiche avverse legate a El Niño.

Inoltre, si prevede che il consumo mondiale di cereali nel 2026/27 aumenterà marginalmente dello 0,2%, raggiungendo i 2.971 milioni di tonnellate rispetto al 2025/26. La maggior parte dell'aumento previsto è attribuibile al consumo alimentare, con un incremento dello 0,8% per il grano e dell'1,0% per il riso. Questo dato è leggermente inferiore al ritmo di crescita della popolazione mondiale.

Al contempo, le scorte globali di cereali aumenteranno di 17,2 milioni di tonnellate, pari all'1,8%, entro la fine della stagione 2027, in primo luogo a causa delle maggiori scorte di grano nella Federazione Russa e in Ucraina, dove le interruzioni delle esportazioni stanno contribuendo a un accumulo di offerta. Il rapporto tra scorte e consumo globali di cereali è previsto al 32,4%, leggermente superiore al livello della stagione precedente.

Per quanto riguarda, infine, il commercio mondiale di cereali nel 2026/27. si prevede una contrazione del 3,3%, attestandosi a 507,7 milioni di tonnellate. Il calo dell'8,6% nel commercio di grano è il principale fattore determinante, con spedizioni in diminuzione da parte di tutti i principali esportatori a causa di problemi di approvvigionamento o logistici.

La Fao ha inoltre pubblicato l'edizione di novembre 2026 del suo rapporto globale triennale "Prospettive delle colture e situazione alimentare", un'analisi prospettica della situazione alimentare per regione geografica, incentrata sulle prospettive di produzione cerealicola, sulla situazione del mercato e sulle condizioni di sicurezza alimentare, con particolare attenzione ai Paesi a basso reddito e con deficit alimentare (Lifdc).

La produzione complessiva di cereali nei Lifdc è prevista a circa 126,5 milioni di tonnellate nel 2026, circa il 2% in più rispetto al livello del 2025 e alla media quinquennale. L'aumento riflette in gran parte una prevista forte ripresa della produzione in Asia, in particolare nel Vicino Oriente, mentre la produzione nei Lifdc africani dovrebbe rimanere vicina alla media.

Il numero di Paesi/territori che si stima necessitino di assistenza alimentare esterna rimane invariato a 41, di cui 31 in Africa. I conflitti persistenti e l'insicurezza rimangono i principali fattori scatenanti dei livelli più gravi di insicurezza alimentare acuta, mentre gli shock meteorologici associati al forte evento El Niño stanno peggiorando la situazione in diverse sottoregioni. Guardando al futuro, si prevede che gli impatti di El Niño sulla produzione rimarranno gravi fino al 2027 in diverse sottoregioni, aggravando probabilmente ulteriormente l'insicurezza alimentare acuta.

red - 64037

EFA News - European Food Agency
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